CORDELIA.
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Giudizi della stampa.
A cura di E. Torelli-Viollier.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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    Testo curato da Catia Righi per il Progetto Manuzio.
           Associazione Culturale "Liber Liber".
              http://www.liberliber.it/
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Presentazione.
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Questa  una raccolta di giudizi apparsi sulle principali testate giornalistiche italiane in merito alle opere di Cordelia mano a mano che la produzione di questa importantissima figura di scrittrice ed intellettuale italiana veniva stampata.
La raccolta  stata redatta a cura di E. Torelli-Viollier.
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L'AUTRICE.
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Virginia Tedeschi-Treves, nota anche con lo pseudonimo di Cordelia (Verona, 22 marzo 1849  Milano, 7 luglio 1916),  stata una scrittrice italiana.
Dopo il matrimonio nel 1870 con Giuseppe Treves, coproprietario col fratello Emilio della casa editrice Fratelli Treves, fu presidentessa del Comitato lombardo pro suffragio femminile, cofondatrice del Lyceum di Milano, contemporanea di Ibsen, di Flaubert, di Zola, Dostoevskij; nel suo salotto letterario accolse i massimi autori e intellettuali del tempo, da Verga a D'Annunzio, da Carducci a Freud.  stata fra le prime donne a parlare di divorzio, di Psicanalisi, di diritto all'istruzione; nel 1916 scrisse il manifesto del femminismo tricolore. Contemporaneamente inizi una fortunata carriera di scrittrice per "signore" e bambini con lo pseudonimo di "Cordelia" e di direttrice di riviste di moda.
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SULLE OPERE DI CORDELIA: GIUDIZI DELLA STAMPA.
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IL REGNO DELLA DONNA.
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Cordelia  una brava donnina, buona, affettuosa, gentile. Ama la casa, la famiglia, i bambini. Predilige le donne educate senza affettazioni, eleganti senza lussi smodati, socievoli in salotto, massaie in cucina. Vuole la donna regina della casa  regina per forza dellamore, della rassegnazione, della pazienza, del lavoro ordinato. Cordelia vede della donna il bello, il buono, lonesto soltanto  e lo descrive con compiacenza infinita, e insegna il modo perch ogni fanciulla, ogni moglie, ogni madre possa essere  come ella dice,  eroina della famiglia, una di quelle eroine che, sebbene passino inosservate, pure sarebbero, pi delle Corinne, delle Giovanne dArco, delle Corday, di poema degnissime e di storia.
Quantunque si capisca limpossibilit di avere fra noi tante donne angeli, pure vi  tanto cuore, tanto affetto nel Regno della donna, che lo si legge con piacere e ci si augura che le nostre sorelle, le nostre mogli lo tengano sul tavolo di lavoro per leggerne qualche capitolo nei momenti pi difficili della vita. Nelle traversie, in mezzo ai dolori e alle avversit, il Regno della donna potr essere per le nostre donne balsamo salutare.
(Rinnovamento, di Venezia).
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Non  un regno nato da una rivoluzione e conquistato dalla donna vestite da amazzone e guidata dal Salvatore moderno che grida: Lasciate venire le pecorelle... allurne!  un regno nato dal desiderio dincidere sul rovescio della bandiera dove  scritto da anni: Ogni uomo  re in casa sua; laltro motto: Ogni donna  regina della sua casa.
E la signora Cordelia, da scrittrice di garbo, nota alle eleganti lettrici della Margherita, si palesa una donnina di Stato, piena di senno e di buon senso, e vi guida con arte squisita in questo piccolo regno dove non mancano le gare, le lotte, le crisi dolorose, le questioni economiche, i bilanci, le discussioni, i nemici, i traditori. E vinsegna a sfuggire, nella vita pratica, le astrologie logismografiche di Doda; vinsegna a far i vostri preventivi nelle spese di capriccio, per non dover poi reprimere i vostri giusti desideri. Pi che un libro,  un dono utile il suo, perch se non pretende dire cose nuove, anzi espone idee che dal pi al meno frullano pel capo di molte, le espone chiaramente, semplicemente, le coordina, le dirige ad un nobile scopo.
Il mirallegro a questa scrittrice  nuova, sintende come autrice di libri  la quale con questo volume non fa certo pensare al detto di Karr: "Vha una scrittrice di pi ed una donna di meno; se non fosse per fermarsi alla prima proposizione. Infatti nella signora Cordelia abbiamo una scrittrice di pi, che conserva gelosamente le oneste e belle doti che fanno cara la donna. Dal suo libro si capisce che non appartiene a quella specie di letterate messe in ridicolo da un critico inglese.... No, nella signora Cordelia la vanit letteraria non ha ucciso la donna; essa ha descritto il suo regno, e se talvolta ha dovuto perci uscirne, si capisce che vha fatto ritorno presto presto, e mettendo gi la penna, che le sta bene tra le dita, ha ripreso lago, luncinetto o qualche altro arnese femminile, ed  tornata regina adorata e colta nel suo piccolo e fortunato regno, in cui la donna, a rovescio dei re costituzionali, regna non solo ma governa con amore i suoi piccoli e grandi sudditi.
(Fanfulla).
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Non  un trattato di morale, o unopera filosofica, ma semplicemente un libro buono a leggersi da signore e specialmente dalle fanciulle e dalle mogli, e, per rispetto ad esse, dagli uomini giovani e vecchi.
Ivi chiarezza di dizione, eleganza di stile senzaffettazione; una certa snellezza di frasi, in forma confidenziale e gaia come di amica ad amiche, acutezza di osservazioni al vivo, e concetti se vecchi sempre buoni, se nuovi degni dei tempi; educazione retta di figliuole; indirizzi sicuri pelle madri di famiglia nelle varie contingenze; consigli assennati per la migliore convivenza, scogli da evitare, lotte da vincere, ed ogni capo del libro un piccante titolo, illustrato e svolto dopo opportune epigrafi; metodo misto di racconti e di precetti, che a vicenda si sussidiano; e infine lumeggiati di diversi quadri, che succedono ai nostri occhi da un intenso amore dellumanit.
(Adige, di Verona).
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Cordelia, componendo il suo grazioso libriccino, non si dimentica desser donna e non sale in cattedra, non imita le donne letterate che sdegnano di parlare di cose da donne; non segue landazzo del tempo moderno che non vuole che la politica. Cordelia anche scrivendo si mantiene donna; tratta materia da donna, e dedica il suo libro alle donne. Cordelia ha uno stile che si legge con piacere, lo stile italiano. D buoni consigli nei quali non si sa chi si debba lodare di pi, se il buon senso o la grazia ed il cuore che ad ogni pi sospinto ci capitano davanti.
Io vorrei che tutte le donne leggessero questo libro: esso  per loro, da questo dovrebbero imparare infatti che la casa, che la famiglia  il regno della donna.
(Vedetta, di Firenze).
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In questo volume spira unaria cos pura e cos balsamica, che dopo averlo letto ci si sente sollevati, e nasce in noi ardente il desiderio di rileggerlo da capo.
Tanto la fanciulla come la madre di famiglia vi troveranno bellissime pagine, ricche di savii insegnamenti, e ammirevoli per bellezza di stile e per purezza di lingua.  La concordia e il buon andamento della famiglia, sono gli argomenti che pi stanno a cuore alla distinta scrittrice, e al giorno doggi che le separazioni pi o meno legali fra marito e moglie, e gli scandali coniugali sono sventuratamente s frequenti, si leggano quelle auree pagine, e si apprender da esse il vero modo di vivere e di trattarsi a vicenda fra le mura domestiche.
Il lusso, questo fatale amico dello donne,  sferzato con energiche parole dalla valente scrittrice, e il capitolo che riguarda questo argomento, sempre palpitante dattualit, vale da s solo tutto un tesoro. Anche alleducazione dei figli  dedicato un lungo capitolo, che come tutti gli altri mostra la coltura profonda dellautrice, e lamore immenso col quale il libro  composto. Lultimo capitolo intitolato la donna dellavvenire, nel suo piccolo,  un vero capolavoro.
(Gazzetta di Parma).
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Pagine oneste e buone, messe gi senza pretese e senza sdolcinature. Ispirazione soave  pensieri dolcissimi  atmosfera di bont e di senno pratico che tincantano. Il libro  diviso in 21 capitoli, e in ognuno un delicato pensiero, un utile insegnamento, un conforto, un incoraggiamento, un premio al bene.
(Pasquino).
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Vi  in questo volume unottima collezione di saggi consigli alle donne, perch non cedano allidea tentatrice di competere cogli uomini nellarringo politico, letterario o sociale, col pericolo di perdere lautorit in quello che  il loro vero regno, cio nella casa. I consigli sono dati da una donna alle donne. Non diremo precisamente che sia questa una ragione, perch sieno ascoltati da quelle cui sono diretti; ma siccome questa donna che si fa consigliera del suo sesso, ha ingegno vivo ed acuto, s da dover provare pi delle altre la tentazione di prendere sul serio le promesse dei riformatori, la sua parola viene ad acquistare una maggiore autorit.
(Gazzetta di Venezia).
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PRIME BATTAGLIE.
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Il Regno della donna  la teoria e le Prime battaglie sono lapplicazione pratica degli insegnamenti col raccolti.
Emma, ancora giovanissima, perde la mamma, la benedizione, la provvidenza della povera famiglia. La famiglia di un travet il quale, col magro stipendio, doveva mantenere la moglie, tre figli e tentare, per parte sua, di non morire di fame. Finch visse la mamma, la sua economia, le sue fatiche, le sue privazioni, non solo avevano allontanata la miseria, ma avevano circondata la casa di una certa agiatezza. In queste fatiche, la poveretta si affannava troppo, trascurava la sua salute, il mal di petto la colse, e mor come il pellicano che si squarcia il seno per le sue creature.
Allora cominciarono per la povera Emma i mali ed i fastidi della vita.
Ella per si fece coraggio e, animata dallamore, raccolse, bench non ancora a quattordici anni, la direzione della famigliuola, che la morente le affidava con un bacio, con una carezza e con uno sguardo lungo, affettuoso, malinconico, che valeva pi di qualunque raccomandazione.
Il povero babbo, colpito da cos grave sventura, non sapeva pi quello che si facesse. "Girava la casa macchinalmente, come un sonnambulo, e avrebbe fatto piet ai sassi.
La miseria, intanto, si avvicinava crudele, inesorabile.
Il magro stipendio, assottigliato anche per la malattia della perduta, non bastava ai bisogni pi urgenti.
Ed erano quattro creature che dovevano mangiare, che dovevano vestire, che dovevano vivere!
Impazzito, senza sapere quasi quello che si facesse, linfelice leva dalla cassa dufficio 300 lire. Egli aveva un mese davanti a s, e sperava in una fortuna inaspettata. La fortuna non venne e invece, siccome il tempo per i creditori corre con doppia velocit, arriv troppo presto il giorno del rendiconto. Allora domand la somma ad un amico.
Era lultima speranza. Ma, anche questultima speranza, lo aveva confortato invano.
Cosa fare? Lasci a sua figlia una lettera nella quale esponendole il triste stato le domandava perdono della deliberazione chegli aveva presa, e fugg di casa.
Egli voleva suicidarsi.
Il disperato proposito fu mandato ad effetto?
 quello che vedrete leggendo il libro. Un libro ricco di emozioni soavi, di sacrifici che veramente raggiungono leroismo, di forti virt, di sentimento, di verit, di caratteri onesti, delineati con mano sicura, taluni con fotografica precisione, caratteri che, fermando la vostra attenzione, attirano la vostra empatia. Pi di tutti Emma, che combatte contro la sventura, la miseria, le seduzioni e riesce sempre vincitrice e resta un esempio.
Prime battaglie vi fa vivere in un ambiente sano, e, letto, vi fa esclamare: Il mondo, alla fin fine,  migliore della sua fama!
Chi conduce con un libro a questa conclusione, merita un elogio: merita della gratitudine.
G. Rovetta (Arena, di Verona).
Questi due racconti sono scritti con una semplicit ed una naturalezza che li rendono graditi; e vanno tenuti in pregio per lintento morale a cui mirano. S nelluno come nellaltro Cordelia ci presenta due leggiadre figurine di donna, le quali trovano in s stesse la gagliardia per lottare contro le cattive vicende della vita. Narrazione di lotte oscure e perci tanto pi meritorie.
(Nuova Antologia).
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Prime battaglie e Villa Eugenia sono due raccontini brevi, ma fatti con garbo, con affetto, con sentimento, con un delicato intento morale e civile, colla coscienza in chi scrive di una missione educatrice che spetta alle lettere. Di disegno, tessitura, intreccio, non val la pena di discorrerne: la stessa egregia autrice, dettando questi suoi graziosi racconti, non ha inteso certamente di somministrare cibi pepati e stimolanti, e di dipingere le passioni complicate e poco elevate che agitano la presente societ. Oggi che la morale in famiglia  minata, mentre questa istituzione dovrebbe grandeggiare su tutte le altre e il sentimento di essa sopravanzare ogni altro sentimento delluomo; oggi che il romanziere, salvo poche eccezioni, si compiace nelle dipinture del grossolano diletto dei sensi, del turpe della vita reale, degli amori senza velo, delle arpie in gonnella e dei fauni in giacchetta e in giubba, oggi uno scrittore, molto pi se donna, e se dotata di squisito sentire e del vero intelletto damore, farebbe opera commendevole descrivendo la pudica gioia coniugale, la casta giocondit degli intimi penetrali domestici, il sorriso della fanciullezza che allieta i calmi ambienti. Naturalmente sha a evitar lo scoglio del soverchio dolciume, e non farci assistere ad una sfilata di donnine immacolate, di fanciulle serafini, di bimbi ricciutelli, e gi accaparrati pel paradiso, di babbi fenomenalmente savi e di nonni patriarchi e sempre dolci come il lattemiele. Troppi idillii, troppe Lucrezie senza Tarquini e troppi buoi senza corna, alla lunga seccano maledettamente. C sempre, per altro, un conveniente termine di mezzo, e a questo ci pare saccosti la nostra autrice, del che non possiamo che lodarla e incoraggiarla ad altri lavori di maggior lena, ad altri racconti di maggior mole e merito.
G. Robustelli (Gazz. uff. del Regno).
Pregio principale di questi racconti  dessere narrazioni che hanno uno scopo eminentemente morale, senza vi sia parola che annoi e uggisca il lettore. Pregi dentrambi i racconti sono una scioltezza non comune, una semplicit naturale, un tentar di scrivere, come diceva Azeglio, colla penna fra le labbra.
(Fanfulla).
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Un libriccino queto, placido, che anima lo spirito commovendolo dolcemente,  quello di Cordelia.  Le Prime battaglie sono quelle dellinfanzia; sono i primi passi nel doloroso cammino della vita. Una povera bambina a cui muore la madre, che riman sola, custode dun padre inetto a dirigere la vita intima di casa sua e duna sorellina pi piccola di lei, che ha bisogno ancora delle cure affettuose duna madre.
Povera bambina! quanti dolori, quanti pensieri allorquando la vita doveva ancora sorriderti! e ti doveva ancor essere seminata di fiori e di speranze. Oh! non vha cuore di madre che non si commuoverebbe alla lettura di queste prime battaglie; non v ha ciglio cos duro e impietrito che non verserebbe lacrime, leggendo la storia delle vicende toccate ad una povera bambina orfana, senza guida e sostegno allorch il bisogno la preme, la rovina batte alluscio di casa sua, la miseria latterrisce e il fremito della paura le mozza quasi le manine affievolite da quel lavoro increscioso, continuo e superiore alle sue piccole forze, della madre di famiglia.
Sono arrivato alla fine del libro con ansia febbrile, con un desiderio infinito; ho trovato quella povera bambina fatta donna; aveva avuto la vittoria in quelle prime battaglie, era accasata, felice. Lho lasciata tranquilla in porto.... dopo le tremende burrasche passate; e ho goduto come se avessi lasciato un puttino nella culla, addormentato e sorridente.
Ho riletto Prime battaglie, lho dato a leggere in casa, e mando a nome di tutta la famiglia parole di ringraziamento a Cordelia.
(Gazzetta dItalia).
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IL REGNO DELLA DONNA. - PRIME BATTAGLIE.
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Leggendo le Prime battaglie e la Villa Eugenia, abbiamo sentito nascere un sospetto, che col Regno della donna la signora Cordelia abbia inteso di mandare innanzi il suo programma letterario, di gettar la base dei suoi lavori futuri. E abbiamo esclamato: il ciel volesse che cos fosse! ch allora le nostre figliuole, le mammine presenti e future avrebbero il loro codice: un codice delevatezza, di nobilt, didealit, damore.
Il sospetto divent poi speranza quando, messi a confronto i due volumi, abbiam visto che il secondo di essi discende la linea direttissima del primo; e non per una combinazione fortuita, ma, certo, per un proposito deliberato. Che fa la signora Cordelia col Regno della donna? Piglia per mano una giovane lettrice, le apre dinanzi il libro della vita, le fa in parte vedere e in parte indovinare la rete di mali e di beni che avvolge i casi umani, le insegna come essa, assumendo il governo della famiglia, pu e deve farne pi vive le gioie, ammonire i colpi della sventura, rendere innocenti i morsi della malevolenza, essere insomma la luce che conforta e rasserena la casa. Che fa colle Prime battaglie? Stacca, per esprimerci cos, uno spicchio del Regno della donna, dal precetto fa germogliare unazione, e la svolge in guisa che questa provi la verit di quello. Cost, infatti, una buona signora, ammalata, chiama al capezzale Emma, la figliuola maggiore; le squarcia il velo con cui ha finora celato a suoi cari la gravit del male che le dischiude il sepolcro, e si fa promettere che, morta lei, le succeder con affettuoso zelo nel duro cmpito di tenere in sesto e dirigere le bisogne domestiche. Ma non si limita a chiederle una promessa; pensa anche a darle de consigli, che le servano di guida; ed escono dalla sua bocca parole doro, che formano il migliore compendio del Regno della donna. Emma, a soli tredici anni, si trova, cos, sulle braccia un fratellino ed una sorellina da allevare ed educare, un padre da sorreggere nel dolore e nella vecchiezza, e, quasi ci non bastasse, un bilancio squilibrato bisognoso di unamministrazione molto prudente e accorta per non precipitare.  agevole immaginarsi glimpicci e gli scoraggiamenti che assalgono a principio lottima fanciulla; ma essa ha fede nei consigli materni, li pone invece dellesperienza, ne trae il lume per rischiarare le onde tra cui  costretta a navigare, e, dopo mille peripezie, or tristi e or liete, afferra trionfante la riva. Un parallelo simile si pu applicare, bench i fatti narrati siano diversi, alla Villa Eugenia.
Qui ci sentiamo dire:  Il codificare sta bene; ma ora non si tratta di leggi coattive, bens di leggi morali, di quelle che si fanno eseguire colla forza soave, col diletto che attira e persuade, non colla pedanteria che opprime e inaridisce: la signora Cordelia, che siete tanto in vena di lodare, le sa questo cose?  Chi ci rivolge una tale domanda meriterebbe che non gli si rispondesse, perche implicitamente saccusa di non conoscere ancora due operette che ogni padre dovrebbe aver gi regalate alle sue figlie; ma ci ripugna far il permaloso, e lassicuriamo che la nostra autrice ha soddisfatto interamente alle giustissime norme chegli ha adombrate. Nel Regno della donna, la parte puramente precettiva cammina con disinvoltura, ed  interrotta, a brevi intervalli, da episodietti opportuni e graziosi. I due raccontini, poi, incominciati a leggere, non ti lasciano pi stare, e, buono o mal grado, ti tengon l legato dalla prima allultima pagina. In essi la signora Cordelia manifesta eccellenti qualit descrittive; prova di saper dare risalto ai caratteri colla loro variet, e toccare con sicurezza i tasti del riso e del pianto; conferma di nuovo  se pur ce n bisogno  che, tanto nella vita quanto nellarte, lideale non altera, non corrompe il reale, ma questo e quello, tuffandosi luno nellaltro, si compiono e rafforzano a vicenda; mostra, rispetto alla lingua e allo stile, di seguir la regola che lo scrivere ha da essere un parlar meditato, anzich un artifiziato sfoggio di vocaboli, un pretensioso aggrovigliamone di periodi.
Pregi cos invidiabili non giunsero per altro  lavvertiamo, perch non ci si gabelli per adulatori  sinora a quella perfezione che annunzia i maestri dellarte; anzi, qual pi e qual meno, tradiscono tutti che alla signora che li possiede rimangono ancora, per sua fortuna, molti passi da compiere sulla via dellesistenza, e per conseguenza su quella delle lettere. E certamente, nessuno si dorrebbe se lintreccio degli avvenimenti palesasse un organismo pi rigoglioso; se di certi episodi venisse maggiore efficacia da una tavolozza pi ricca di colori; se in alcuni punti, la semplicit dellinvenzione e dello stile non rasentasse la povert, e chi si ribellerebbe se la lingua, per correr dietro alluso, non capitombolasse fino a quellantipatico banale, e il fraseggiare non disdegnasse talvolta un tessuto nervoso pi vigoroso?
Mende che spariranno, del resto; ce ne facciam pagatori, per parlare come il Giorgini. Intanto la signora Cordelia si affretti a portar altre pietre alledificio che ha s bene iniziato; perseveri a infondere buoni pensieri nella mente e a suscitare affetti sani e delicati nel cuore delle fanciulle, delle spose, delle madri; e noi uomini saremo contentissimi di rinunziare alla repubblica, per riparare e riposare allombra del mite e provvido scettro che ella assegna alle regine delle nostre case.
P. Vigan (Perseveranza).
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DOPO LE NOZZE.
 il seguito del Regno della donna. Lautrice prende amichevolmente per mano i lettori e li fa penetrare nel santuario della vita coniugale; ci addita le infelicit che alcuni coniugi per loro colpa patiscono, e le pure gioie. Dopo le nozze , in fondo, lelogio del matrimonio. Quellamore alla famiglia, alla concordia, alla pace che spira candida e soave dagli altri libri di Cordelia anima pi che mai questo nuovo lavoro che dovr esser letto cos dalle fidanzate e dalle spose, come dai mariti. Ogni riga  morale: non una morale brontolona e noiosa; tuttaltro. Lautrice conversa, come una buona amica fra amici, nel suo gabinetto da lavoro.
Il primo che si affaccia nel nuovo libro  il marito. Come lo definisce, il giovanotto che va a caccia duna dote? Come lo considera, la signorina che bada soltanto alle apparenze seducenti? E certi signori babbi, certe signore madri, che ideale hanno del marito per le loro figliuole?  Poi, ecco la moglie. E qui, a tocchi lesti e precisi, la pittura di certe mogli. E tra marito o moglie quale corrispondenza damorosi sensi deve passare?  Ahim!... Che visi lunghi in certe famiglie, che malumori! E in altre, invece, che delizioso accordo! Pare un idillio.  Sul matrimonio del povero, su quello del medio ceto e sul matrimonio del ricco, vi sono pagine che si possono chiamare fotografie. Anche per Cordelia il ceto medio  quello che sta peggio di tutti, peggio anche del povero, del quale non ha i limitati bisogni mentre, colla febbre sempre addosso, anela a salire e a mettersi a paro del ceto ricco.
Sui figli, sulla severit di certi genitori verso i figli e sullaccondiscendenza di certi altri, sui teatri, sui balli, sulle villeggiature sono consacrate pagine che contengono osservazioni fine, giuste, prodotte da uno spirito dosservazione che si esercita sulla vita domestica moderna, delle cui irregolarit non solo i procuratori del re devono occuparsi nei loro rendiconti allapertura dellanno giudiziario  ma anche gli scrittori pi seri e le scrittrici pi acute.
Cordelia ha fatto scuola. Dopo i suoi libri che trattano della famiglia e che formano la sua spiccata caratteristica, altri ne vennero in luce. Merc sua, si va formando una letteratura familiare che fin qui mancava allItalia.
(Pungolo).
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Qual  il momento pi serio nella vita dun uomo o duna donna? Quello in cui luomo sceglie una moglie, la donna sceglie un marito.  questa una verit talmente evidente che non ha bisogno di dimostrazione, ed il lettore mi sar grato certamente di risparmiargliela. E unaltra cosa  evidente: che molti uomini e molte donne passano dalla vita celibe alla vita coniugale con leggerezza, spinti da un fugace capriccio amoroso, da un puntiglio, da considerazioni frivolissime.
Chi sta per prendere marito o moglie deve pensarci su, e per pensarci con profitto, legga il nuovo libro di Cordelia, Dopo le nozze. Cordelia ha gi scritto parecchi libri sulla vita domestica, che tutti hanno il pregio di essere scritti con graziosa semplicit, con tranquillo e benevolo umorismo, e con molto giudizio. Cordelia non  una di quelle moraliste ottimiste, le quali si mostrano persuase che in questo mondo tutto  regolato bene, e che basta seguire i loro precetti per essere felici. Cordelia sa che vi sono mogli leggere, mariti incontentabili, suocere arcigne, nuore dispettose, figli indisciplinati, caratteri incompatibili, ed insegna a navigare fra gli scogli. Sebbene il suo libro sia intitolato Dopo le nozze, i primi capitoli discorrono di ci che avviene prima delle nozze, e descrivono gustosamente i vari tipi dei candidati e delle candidate al matrimonio, e le delusioni che spesso succedono al grande atto. I capitoli seguenti trattano della felicit e dellinfelicit coniugale, delle relazioni co parenti, del governo della famiglia, dei figli e della loro educazione, fino allet ingrata, quanto la sposa ha i capelli bianchi, e, dopo essere stata nuora, diventa suocera a sua volta.
La conclusione  questa: "finch si  al mondo, si pu essere utili a fare un po di bene ed a questa conclusione si giunge dopo molte pagine, senza essersi annoiati ad ascoltar prediche, ma dopo una piacevole conversazione con una signora colta, amabile, dumor sereno, gioviale senza malignit, che prende la vita com, la descrive con giusto verismo e la giudica con tollerante filosofia.
(Corriere della Sera).
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CATENE.
Si tratta di catene di rose per chi legge, intrecciate dalle dita affusolate, delicate di una donna gentile quanto ingegnosa.
Il divorzio  sempre un soggetto in discussione.  naturale che vi prendano parte anche le donne: esse sono molto interessate nella questione, hanno eguale autorit delluomo per trattarla, vi possono recare una maggior squisitezza di sentimento. E Cordelia nel suo libro Catene unisce la sua voce eloquente, affascinante, che desta tanta simpatia, a quella dei pi strenui difensori del divorzio.
La forma del romanzo  da lei prescelta per trattare nel modo pi amabile la questione assai scabrosa. Espone un caso, che  tutto nei limiti delle ordinarie possibilit della vita; e la tesi ne esce da s trionfante, luminosa, senza bisogno di tirate e di sermoni.
Come in tutti i romanzi di Cordelia, vi  in questo un sapore casalingo, un profumo di onest che innamora. Non vi  affettazione alcuna in questo libro: n le schifiltosit pedantesche dei furenti per la causa della morale, che essi credono a ogni tratto oltraggiata, n le sbrigliatezze di parola nelle quali pur troppo oggi non si sono peritate di avventurarsi anche certe donne.
No, Cordelia  la donna che rimane donna: cio serba tutta la finezza, la sottigliezza, la umanit di modi, quellarte delle intime commozioni, le qualit rare che sono il prezioso ornamento della donna.
Leggete il bel libro di questa signora, e mi ringrazierete del consiglio!
Jarro (Vedetta).
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La Nazione chiama "stupendo questo romanzo  vi ammira laccurato e finissimo studio del cuore, e lo dice "ispirato dalla sincera convinzione di cooperare al trionfo dun principio.
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LAthenum di Londra del 15 marzo 1884, nel suo articolo settimanale sui nuovi romanzi, reca le seguenti linee:
The lady who is making for herself a good reputation in Italy under the name of Cordelia has written in Catene a well-balanced, well developed story of character, the psychological problem being worked out in the progress of events and not by means of the tedious analysis too common nowadays. The interest is well sustained from the first page to the last.
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CASA ALTRUI.
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Cordelia si  rapidamente fatta un gran largo nel pubblico tra quanti scrivono novelle e racconti. Circostanze eccezionali, che nessun altro letterato pu a volont determinare in proprio favore, lhanno senza dubbio messa in vista, lhanno sostenuta, hanno concorso alla rapida fortuna de suoi scritti; ma il segreto di questa fortuna non sta essenzialmente in tali condizioni di pubblicit,  tutto sarebbe riuscito o vano o di meschina portata, se nelle sue pubblicazioni non si fosse trovato il principio di una di quelle attrazioni che si esercitano su un largo raggio, se quelle pubblicazioni non avessero potuto soddisfare un desiderio, un sentimento molto diffuso nel pubblico.
Nella nostra societ in istato devoluzione, la letteratura  unarma di lotta sociale. Chi scrive combatte, chi legge prende parte alla mischia, e la guerra ha pochi riguardi; da qui una letteratura che generalmente dove tocca urta, sfonda e dirompe; da qui un pubblico facilmente accessibile alla noia quando non sente la tromba o il grido di guerra.
Mentre non tutti gustano questi urti, una grandissima parte del pubblico, anche militante, intende conservare lontana dalle lotte, dal fracasso del gran dissidio,  la famiglia.  Questo pubblico numerosissimo, che  impensierito dallabbondanza di libri, novelle, racconti, romanzi atti ad alterare quellatmosfera morale, dordine, di mitezza, di pace, di rispetto, di convenienze, di pudori, che  lideale della famiglia,  diventato il pubblico di Cordelia, comessa ne  diventata lautrice. Il suo nome sulla copertina di un libro  il Sesame ouvre-toi per quelle case dove ragazze e fanciulli, bramosi di leggere, gettano con disgusto i libri noiosi che i genitori trovano difficile di sostituire senza pericolo. Il segreto della fortuna di Cordelia sta in questo: che i suoi racconti non annoiano i suoi giovani lettori; questi invece li gustano, ne cavan profitto mantenendosi in un ambiente di pensieri onesti, liberali e gentili.
In tutti i racconti di Cordelia c lo stesso profumo di unanima gentile, compassionevole, duna vivacit pacata, duna mente liberale ed essenzialmente mite e conciliativa, c la bont spinta talora sino allinnocenza che fa sorridere, ma che  tanto cara quanto  pi rara. La trama de suoi racconti non  molto complicata; talora  semplicissima; sovente  animata da peripezie, da incidenti inattesi, da cambiamenti ben trovati. Ne risulta una lettura che non infiamma il sangue n la mente, che non eccita il temperamento, non estenua, ma riposa, e solleva lo spirito occupandolo moderatamente e col riso e col pianto. Nessuna scena atroce, nessuna sfacciataggine, nessun vero scellerato figura ne suoi racconti.
Cordelia lascia fare ad altri i romanzi di clinica psicologica, e di passioni morbose: nei suoi racconti non accetta che personaggi che si possono ricevere dovunque senza pericolo. Nel suo nuovo volume, Casa altrui.  La dote di Serena.  Evelina, figurano,  vero, due birbe matricolate, ma uno, pap Fiorelli, non entra in scena; se ne parla un momento e non se ne ha poi pi nuova;  un altro, peggiore di lui, si affaccia per commettere una prepotenza, ma trova chi lo mette alla ragione e fila in America diritto; vi sono dei caratteri poco simpatici come se ne trovano nella migliore societ, ma vi figurano secondo i loro meriti: una signorina pu trattare con quei personaggi prima di coricarsi senza timore di fare dei brutti sogni, e di popolarsi il cervello di mascheroni da incubo.
Lamore non  escluso da queste novelle: c anzi sempre, ma  una fiammella che luce, non un fuoco che incendia e distrugge:   posta in evidenza anche lantitesi del ricco e del povero, ma, invece di divamparvi in odii feroci, si risolve in intrecci di amorevoli relazioni, di scambi di atti di fratellanza umana, di eguaglianza morale nel bene. In una parola, i racconti di Cordelia introducono nelle menti giovanili la cognizione della vita reale mista di bello e di brutto, di buono e di cattivo, di soprusi e di benefici, di amore e di odio, senza turbarle, senza traviarle dai sentieri ridenti delladolescenza, senza invecchiarle anzitempo, mescendo lutile al piacevole, lamaro al dolce, combinando la cognizione discreta della vita col rispetto religioso e materno della giovinezza. Questo  il segreto della fortuna incontrata dai racconti di Cordelia; questi sono i pregi che splendono anche noi nuovi racconti Casa altrui  La dote di Serena  Evelina, dove larte della narratrice  diventata pi fine.
Due veri artisti, dei pi noti anche per disegni illustrativi, il milanese V. Bignami e il napoletano E. Matania, hanno arricchito il volume test pubblicato da Cordelia con ventiquattro disegni. Sono ventiquattro paginette darte che aggiungono alle attrattive dei racconti quelle dellarte grafica, una delle seduzioni pi forti per le letture di famiglia.
(La Riforma).
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DallItalia:
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Dice che Casa altrui di Cordelia  di quella Cordelia che in Italia  stata la vera creatrice di tutto un genere letterario educativo   un vago e candido racconto, vivificato da eventi domestici, comuni, ma nei quali per piange talora la nota straziante e fluisce altres londa calma e tranquilla della pace riconquistata   dire tutto in poche parole.
Edoardo Matania e Vespasiano Bignami hanno illustrato il volume con ventiquattro propri e veri quadretti di genere.
Una delle pi riputate riviste europee, la Bibliothque universelle, di Ginevra, si occupa spesso della moderna letteratura italiana, e con grande competenza ed autorit.  con vera compiacenza che dal fascicolo di settembre togliamo i seguenti giudizi:
Jai dvor un in-quarto illustr qui ne cote que 3 fr. et qui porte la sympathique signature de Cordelia. Cette Cordelia, que je ne connais pas mme par son vrai nom, me parait tre une femme du monde, crivant pour les honntes gens, y compris les jeunes filles, ce qui me parait difficile au dernier point. Raconter en effet des histoires aux jeunes filles, cest sengager davance  une infinit de prcautions qui doivent terriblement gner le narrateur. Cordelia sy prend  merveille et il faut lui en savoir gr, surtout en ce temps de naturalisme. Le volume se compose de trois nouvelles: la premire, intitule: Casa altrui (la Maison des autres) nous montre un pauvre petit orphelin recueilli dans une grande maison, lev avec les enfants de la famille, mais qui saperoit bientt, aux faons de linstitutrice et de la valetaille, quil ne marche pas de pair avec ses compagnons dtude et de plaisir. Lambition lui vient de slever  leur taille; il y parvient aprs beaucoup defforts et dpreuves et finit par pouser la fille de la marquise quil prenait autrefois pour sa petite sur. Mais, rsume ainsi, cette histoire nest quune berquinade, cest dans les dtails que lauteur excelle et dans la faon de raconter  la bonne, sans prtentions littraires, avec cette sincrit dmotion qui fait croire que cest arriv. La troisime nouvelle, intitule: Evelina, plaira particulirement aux lecteurs suisses; on y verra une ascension au Mont-Blanc. Tous les alpinistes voudront la lire; ce sera pour eux loccasion dapprendre litalien  peu de frais et sans trop de peine.
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NEL REGNO DELLE FATE.
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Cordelia ha dato prova, in pochi anni, duna operosit che va di pari passo col suo fervido desiderio di gittar semi buoni nelle lettrici, nei lettori. Dai Bozzetti domestici, dal Regno della donna pass al romanzo sociale Catene; poi entr nel Castello di Barbanera, e condusse con s una lunga tratta di bambini, che,  come disse la strenna del "Nipote del Vesta Verde del Correnti,  ormai ladorano. Ora col Regno delle fate, ritorna nel regno dellimmaginazione.... Anche in questo nuovo libro di fiabe, spicca una certa amabile trasparenza, un fare lieve e alato. Quanta leggerezza in queste fiabe! Volate di fantasia in fantasia, senza accorgervene: vi passano davanti rapidamente gli esseri e le cose pi sbalorditoie, e, come in un ballo fantastico, volano via, al pari di farfalle,  sfumano al pari di nebbie rosee.
Niente di pi facile e niente di pi difficile che scrivere una fiaba.  come lepigrafe,  come il sonetto. Chi non sa snocciolarne? Chi non ha messo insieme due quartine e due terzetti? Nella fiaba, arrischiate di ripetere magici avvenimenti messi sulla carta da altri; o correte pericolo di cucinare le cose pi scempiate, senza capo n coda. La difficolt della fiaba sta nellinvenzione leggiadra e nel circoscrivere nei limiti del componimento unazione che abbia una certa ragion dessere, come il racconto, mentre devessere pi animata del racconto. Ora ci pare che quelle di Cordelia siano vere fiabe, mentre non mancano, a chi ben guardi, dun riposto pensiero umano....
Superiori in potenza alle fate daltri autori, le buone fate di Cordelia hanno compiuto un prodigio vero, sensibile a chiunque, visibile a tutte lore, e che dester lammirazione di quanti vorranno conoscerlo; al tocco della loro bacchetta magica si  rotto lincanto della mente di Dalbono, dove la tirannia del verismo dellarte contemporanea tenea rinchiuse, incatenate, le pi fantastiche e vaghe visioni del mondo delle favole. Qualcuna era riuscita a fuggire prima; le sirene e una piccola maga degli orti erano passate pel buco della chiave, ma lincanto tenea laltre rinchiuse e incatenate. Luccellino azzurro di Cordelia  volato attorno a quelle prigioniere, e la sua fata del mare stese la mano a quelle visioni, le ha liberate, ed ora ognuno pu vederle e ammirarle nelle belle illustrazioni che arricchiscono questo libro.
Edoardo Dalbono, con queste fiabe, si  trovato nel suo elemento naturale. Il contorno elegante, fino,  la visione della scena animata e poetica,  il contrasto del grottesco e dello squisito,  un misto di vero e di meraviglioso,  una variet e una ricchezza inesauribile, limpronta di una immaginazione artistica, raffinata, gentile ed erudita,  una vivacit che non si smentisce mai,  danno un valore eccezionale alle sue illustrazioni del Regno delle fate.
La copertina del libro d gi una bella idea di quello che c dentro;  colorata con un gusto squisito; originale nella composizione, gentile quanto mai,  una trovata artistica di getto, un soffio di poesia che trasporta. Apri il libro, e la prima pagina ti ferma col trono fiorito del principe Leone e della principessa del regno dei Ghiacci. Vai avanti e trovi che a voler citare i migliori disegni devi citarli quasi tutti.
Non sono vignette;  sono tanti quadri, tante creazioni geniali dun artista di primo ordine. Lincisione in legno e la fotoincisione si alternano; la penna e la matita fanno a gara. Ogni tanto una pagina ti fa esclamare: "questa poi devessere la pi bella di tutte, ma pi avanti unaltra pagina ti strappa la stessa lode....
Per la creazione artistica, per linvenzione originale e simpatica, per la grazia e scioltezza geniale del disegno, questa doviziosa serie di stampe di Dalbono fa fare un gran passo alla tipografia illustrata. Quando si ricorda ci che si faceva in Italia dieci anni sono, guardando queste incisioni in legno non si crede alla realt del progresso fatto.
Raramente lincisione in legno ha prodotto da noi qualche pagina peregrina, da mettersi accanto alle tante che in questo volume onorano la xilografia nazionale.
Non si esagera punto n poco, affermando che questa serie di disegni, incisi sia dalla luce sia dal bulino, non ha riscontro per eccellenza e genialit artistica in nessuna illustrazione italiana contemporanea, e pu competere colle pi belle e pi vantate illustrazioni di genere analogo, prodotte dallarte moderna in Europa.
(La Riforma).
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O ragazzi, ci ripensate qualche volta, ora che sapete leggere e leggete il Corriere, a quel mondo fantastico e bello, di fate e di maghi e orchi paurosi e di palazzi incantati e di trasformazioni stupefacenti, di cui vi si narrava quando eravate piccini piccini? Bel mondo, nevvero, dove i sogni della speranza non erano frenati dal prosaico limite del possibile!
Io sono certa che non solo ci pensate, ma lo rimpiangete, e quando siete uggiti dalle lunghe giornate alla scuola, dai compiti difficili, dalle lezioni che martellano il cervello, nelle ore di ricreazione e di riposo, dite nel vostro cuore: "Oh se qualcuno mi raccontasse ancora una bella storia di fate! E vi tornano alla memoria quei viaggi meravigliosi traverso lo spazio sul dorso duna chimera o dun ippogrifo, quei paesi ignoti scoperti ad un tratto, colle mense apparecchiate con ogni sorta di grazia di Dio, e quelle orrende scosse di paura dinanzi allappetito mostruoso dellOrco, e la gioia paradisiaca di sgusciargli di mano per opera di qualche delizioso incanto, che, per giunta, largisce un regno e magari una bella sposa, sbocciata fresca fresca fuori da una noce o da un arancio....
Per fortuna, delle fate e dei maghi ce ne sono ancora, ragazzi, e, poich sapete leggere, essi preparano tutto un regno fantastico e bello, nel quale le menti stanche dei primi passi nella vita seria, possono trovare le soddisfazioni dellinverosimile.
Questo regno delle fate ci fu rivelato prima da una gentile, spiritosa, intelligente fata, che si chiama Cordelia, la quale, per soverchio amore dei bambini curiosi di questo mondo, ha gi commesso una quantit dindiscrezioni sulle cose che accadono nel mondo della fantasia. Ma le ha commesse sempre con tanto garbo letterario, e con tanto buon volere, che neppure la severit dellOrco sar tanto feroce da volerla punire.
A questa fata graziosa se ne aggiunse unaltra, punto graziosa, tutta di ferro, sbuffante, stridente, febbrilmente attiva, che si chiama la macchina tipografica, la quale delle rivelazioni della fata Cordelia ha fatto in fretta e in furia tante copie, quanti possono essere i bambini annoiati, che sanno leggere, per divertirli. E perch la lettura fosse interrotta da un nuovo diletto, e perch i fatti meravigliosi apparissero pi chiari, intervenne un mago, il mago delle marine, Edoardo Dalbono, e colla matita che gli fa da bacchetta magica, ferm tra i fogli, al loro passaggio, uccellini azzurri, principi e principesse ed orchi, e re, e tigri, e serpenti e palazzi incantati, tanto che quel Regno delle fate, colla sua storia, rimane impresso nella mente, come di rado vi rimane, o ragazzi, la storia antica e la moderna che studiate a scuola.
Il fatto  che le fate fan sempre prodigi. E nella storia del loro regno sono riescite a mettere a contribuzione la letteratura e larte per creare un libro bellissimo.
La Marchesa Colombi (Corriere della Sera).
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Il libro di Cordelia Nel regno delle fate, come quello di Capuana Cera una volta mi avrebbero fatto un grandissimo piacere anche senza le illustrazioni. Con queste, naturalmente, diventano veri gioielli. Quello di Cordelia specialmente, con la illustrazione di Edoardo Dalbono,  un volume splendido. Le cinque fiabe sono inventate apposta perch la fantasia di un pittore napoletano avesse agio di creare dei capolavori.
LUccellino azzurro ci mostra le meraviglie del Regno del ghiaccio, del Regno della primavera, la Principessa Rosalinda, il palazzo della Fata del mare, e non so quante altre composizioni deliziose, che ispireranno al fortunato fanciullo cui verr fatto questo ricco presente il pi delicato sentimento artistico. N meno bella  la seconda fiaba, quella dellIsola incantata, con certi schizzi finissimi, di una eleganza, di una freschezza, a cui la riproduzione nuoce qualche volta, ma che rimangono sempre incantevoli. Ma quello che colpisce  la variet. Ogni novella  illustrata in un altro stile, con una marcata intenzione di intonarsi al paesaggio, al carattere del racconto, e con una felicit di riescita stupefacente.
Mi figuro lo gioie di quel figlio del Re quando la farfalla si trasform in quella incantevole fanciulla, ch un quadro, uno dei pi bei quadri di Dalbono.
La copertina riprodotta in cromolitografia, tanto per la invenzione che per la fastosit dei colori, brilla del pi vivo splendore nelle vetrino dei signori Treves.
Anche laltro libro dedicato ai fanciulli dalla gentile Cordelia, il Barbanera, illustrato con molto garbo dal Paolocci, ha un vero successo nel piccolo e beato mondo di questi lettori privilegiati, ai quali i nostri scrittori e specialmente le nostre pi affettuose scrittrici si rivolgono con tanto amore.
Bruno Sperani (Nazione).
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Nel Regno delle fate  davvero un libro meraviglioso.... LItalia dopo pubblicazioni come queste pu dire di poter stare a paro con la Francia, con lInghilterra nella eccellenza della letteratura destinata a rallegrare i nostri piccoli e ricciuti sovrani: i piccoli tiranni dalle labbra vivide e dagli occhietti furbacchioli.
Nel Regno delle fate.... Figuratevi un libro in cui ad ogni pagina risuona lo stile pi puro; un libro in cui la parola  come uno specchio dellimmagine: un cristallo trasparente, che la riveste; un libro dove son contemperati in modo mirabile, la saggezza de vecchi attinta alle tradizioni, e il candore dei bimbi.
La fantasia de ragazzi devesser ridestata, ammaliata da questi racconti scritti con unarte che si nasconde, con una grazia che non possiedono se non certe scrittrici, che hanno ricevuto indole squisita e lhanno affinata con elegantissimi studi. Il libro ricorda per la serenit, la limpidit dello stile, le pagine di George Sand per i suoi nipotini.
Ah, non sono i racconti di fate, che cadevano, come una pioggia di perle dalle labbra di una sultana, appoggiata sul sof dambra, dinanzi una tavola guarnita di cedri e ricca di vini di Skiraz, su una terrazza di marmo, guardando lincantevole orizzonte di Bagdad!...
No, questi racconti, che il Dalbono ha illustrato con una magnificenza e una versatilit veramente grandiosa, sono susurati da Cordelia, non gi allorecchio del Califfi, ma de nostri bambini con la vocina pi armoniosa e pi vellutata; e Cordelia a buon diritto merita il nome di: Fata dellInfanzia!
Jarro (Vedetta).
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Questo libro  stampato con una bellezza di carta, di tipi e di vignette che lo fanno davvero pregiatissimo. Le illustrazioni di Edoardo Dalbono, il geniale pittore delle Sirene, sono di un disegno cos accurato, di un gusto e di una finezza mirabili. Le fiabe non sono pi di cinque, ma scritte con uneleganza di dire, con una festivit dimmagini, che ricordano in qualche parte le antiche narrazioni orientali, e, per la gentile semplicit, le pi leggiadre novelle del Trecento.
Questa lettura ci fa ripensare, ci rimena alla nostra prima fanciullezza, quando nelle lunghe sere invernali, seduti presso il focolare domestico, si stava ammirati a sentire il novellare della vecchia nonna, mentre di fuori soffiava impetuosa la tramontana, o scrosciava la pioggia.
Queste fiabe di Cordelia hanno anche il pregio di essere scritte con una finezza, con unevidenza di analisi nei caratteri, che per poco si dimentica la favola, per ammirare il personaggio che si anima ai nostri occhi.
Cesare Branca (LOrdine, di Ancona).
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Finch una legge contro il lusso delle edizioni non si promulghi, possiamo senza pericolo denunziare al pubblico ci che di pomposo e di ricco si  incominciato a fare anche in Italia. Larte del disegno applicata allindustria tipografica ha dato gi frutti bellissimi, e labbondanza dei libri riccamente illustrati  prova che un pubblico di lettori non manca.
Ultimo ad arrivarci, ma degno desser collocato fra i primi per rara eleganza di tipi e per lusso di disegni,  il Regno delle fate, della gentile Cordelia: libro destinato alla fanciullezza, ma cos simpatico pure allocchio dei grandi, che quasi senza accorgersene lentamente lo sfogliano, e a poco a poco ridiventano piccoli nella lettura delle mirabili fiabe dove gli uccellini parlano, e le farfalle si trasformano in principesse, e i ragazzi che hanno fame trovano nelle case dove non c nessuno la tavola apparecchiata con la minestra che fuma; sorridenti fantasie a cui volentieri e cos spesso torniamo, perch ci trasportino e ci cullino nella serena regione delle memorie.
(Fanfulla della domenica).
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Cordelia ha veduto nel Regno delle fate un mondo di belle cose, di esseri strani, di reucci, di reginotte, di principi innamorati, di principesse belle come il sole. Ed essa racconta tutto quello che ha veduto, tutto quello che intese. N basta: Dalbono deve star l a disegnare quelle cose strane, e i torchi cromolitografici devono spalmare la copertina di tutti i bei colori dei quali ella ha serbato il riflesso nella retina dellocchio, e specialmente di un certo celeste quale sinora non lhanno conosciuto che i pittori immortali del regno delle fate.
(Pungolo).
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Si ha poca conoscenza qui dellattivit letteraria che da qualche anno regna in Italia. Per ci che riguarda libri, romanzi o novelle per fanciulli, le penne italiane contemporanee sono attivissime.  da lungo tempo che, in nessuna lingua, abbiamo avuto una serie di novelle di fate cos aggradevoli come quelle di Cordelia, narrate in quel modo semplice, piano, gentile che parla al cuore dei bambini; e cos minuziose e fantastiche che i piccini le ascoltano a bocca aperta. N cotesta  la sola attrattiva del libro. Anche leditore ha fatta, nobilmente, la parte sua. Il libro  non solo bene stampato e legato, ma illustrato anche a profusione dellabile matita di E. Dalbono. Queste illustrazioni piene dellaudace immaginazione italiana, di delicata fantasia, di colore meridionale, renderanno gradito il volume anche nel nostro paese, ove meriterebbe essere tradotto per uso di chi non conosce la lingua nella quale  scritto.
(LAcademy, di Londra).
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I NIPOTI DI BARBABIANCA.
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Co Nipoti di Barbabianca Cordelia ha fatto un dono prezioso allinfanzia. Io vorrei di tutto cuore che la storia di Barbabianca distruggesse la cupa leggenda dello scellerato Barbableu. Del resto, nulla di comune, fra loro; nulla di fantastico n dinverosimile nel libro della scrittrice milanese. La vita che si mena entro il castello di quel buon vecchio  tutta moderna, al punto che vi funziona perfino un apparecchio telefonico, o che, fra le pi soavi lezioni di morale, Barbabianca intrattiene di recenti scoperte scientifiche i propri nipotini, cio un branco dintelligenti fanciulli, suoi nipoti  la mode de Bretagne: perch figli di due sue figlioccie.
Lepisodio degli accampamenti degli zingari  ben trovato; e son commoventi le avventure della povera Bina: una zingarella che ha sempre seco la sua piccola scimmia, chiamata Furbetta  come Esmeralda era poeticamente seguita dalla sua Djali.
Il signor Edoardo Matania ha illustrato con raro gesto e squisita abilit lopera di Cordelia, della quale, terzo alleato  acci fosse perfetta  il Treves ha fatto una edizione di lusso.
E giacch ho ricordato il nome di Esmeralda, dir che Barbabianca con que cari bimbi dintorno, mi ha fatto pi di una volta dolcemente pensare alla maestosa figura candida, allautore di Ntre Dame, quando scriveva per que suoi nipotini chegli ha immortalato:
"En patriarche
Que mnent les enfants je rglerai ma marche
Sur le temps que prendront leurs jeux et leurs repas
Et sur le petitesse aimable de leurs pas.
Ils cueilleront de fleurs, ils mangeront des mres.
O vaste apaisement des forts! o murmures!
Avril vient calmer tout, venant tout embaumer;
Je nai point dautre  faire que daimer.
Fosse questo, Dio mio, il cmpito di tutti!
Contessa Lara (Capitan Fracassa).
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RACCONTI DI NATALE.
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Sono una serie di racconti che per la loro sostanza costituiscono una pregevole opera letteraria, che si pu leggere in qualunque epoca e da chiunque ami i lavori ben pensati e ben fatti.... Cordelia  sempre quella narratrice efficace, quellosservatrice fine e coscienziosa, quellartista diligente e intelligente, che conosce a meraviglia il meccanismo difficile del bozzetto e della novella. Leleganza, levidenza, la sobriet, sono le caratteristiche del suo stile; le sue figurine, i suoi personaggi sono plasmati bene, vigorosamente, e simprimono nella mente di chi li guarda.... o li legge, in modo incancellabile, e riescono sempre ad ottenere lo scopo prefissosi dalla valente scrittrice.
In questi racconti, poi, la signora Cordelia fa vibrar in modo speciale la corda del sentimento, e trasfonde in tutte le pagine del libro quella buona e simpatica poesia che accompagna il tradizionale Natale.
Errerebbe chi credesse che questi racconti siano scritti per i bambini. Uno dei pregi principali di questo libro  quello di soddisfare in pari tempo al gusto ed alle esigenze dei lettori grandi.
(Gazzetta del Popolo, di Torino).
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PER LA GLORIA!
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Il nuovo romanzo di Cordelia  intitolato: Per la gloria! Lamor della gloria che affascina i giovani forti, e con essi tanti deboli illusi, eccita il protagonista del romanzo, Giorgio  un giovane che tenta un duplice sentiero: della poesia e del teatro....
 un tema vivo e vero, trattato con grande semplicit, e senza cadere in esagerazioni. Le pagine drammatiche e pietose non mancano a commovere la superficie in apparenza tranquilla dellesteso racconto; il cuore di Giorgio  un vulcano:  agitato da continui fremiti ambiziosi; e quando le sue troppo facili speranze gli mancano di parola, ecco, tutto gli sfugge, tutto lattedia; e guai se non arriva in tempo a salvare un amico fido, un gagliardo compagno dinfanzia, certo Martelli, ch uno di quegli arditi esploratori i quali occupano del loro nome, del loro coraggio e delle loro peripezie la societ moderna.
(Pungolo).
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Poche scrittrici in Italia hanno saputo conquistarsi in breve volgere danni cos grande simpatia quanto la coltissima signora, che segna i suoi lavori col nome gentile della figliuola di Lear.
Cordelia in tutte le famiglie italiane  amata e conosciuta.  lei lamica dei bimbi, la cooperatrice principale di un giornaletto, scritto con molto garbo per i nostri fanciulli;  lei che ha narrato ai nostri piccini tante leggiadre storie di fate benigne, di incantatori, di vegliardi misteriosi e sapienti, riuscendo a nascondere quasi sempre sotto le forme affascinanti della fiaba qualche utile ed affettuoso insegnamento.
Come autrice di romanzi, Cordelia conta gi parecchi trionfi. Pochi anni sono, i suoi due volumi Prime battaglie e Catene furono salutati dalla critica come due splendide promesse.
Oggi pertanto non pu essere accolto che con grande curiosit il nuovo romanzo che Cordelia ha scritto, Per la gloria.
Il titolo dice la lotta, che in queste pagine  descritta. La lucente chimera fugge anche qui allabbraccio dellamatore, che la insegue delirando. Antica storia, che ogni giorno si rinnova e che larte ha gi preso infinite volte a soggetto di studio. Ma Cordelia nel trattare il vecchio tema ha una nota di personalit cos spiccata e simpatica, che le pagine del suo libro non si possono leggere senza interesse e senza commozione.
Il protagonista del romanzo  un giovane, Giorgio Leonardi, un poeta illuso, lIcaro della favola, che precipita miseramente al primo volo, ma che dallavvilimento della caduta si rialza guarito, animato a cercarsi per vie pi aspre e dolorose la propria gloria.  un carattere delineato con molta intenzione di verit; ma pure, bench lautrice vi abbia speso intorno evidentemente largo studio di osservazione, esso perde a poco a poco, col procedere del racconto, la sua importanza, mentre lattenzione, la simpatia, il cuore di chi legge sono attratti e vinti da unaltra bellissima ed originale figura.  una povera sordomuta, buona come una santa, bella come un angelo, nata per amare e per piangere; un tipo sereno di fanciulla, che passa nel dramma come una visione: una figura melanconica e penosa che non si pu dimenticare.
Cordelia, con soavit di donna, si  innamorata di questa sua creatura: lha accarezzata ha adoperato per lei i suoi colori pi delicati, obliando forse che gli altri personaggi della narrazione ne scapitavano al confronto.
La storia della misera giovane  narrata egregiamente, con perizia di psicologo, fase per fase, sino alla tristissima fine: il suicidio colla morfina.
La bella figura della muta scompare dallazione gi alla met del volume; ma il suo ricordo rimane ed il lettore ne sente la influenza che dura ed estrinseca nel pensiero e nella sorte degli altri personaggi.
Cordelia ha dipinto in questo libro una figura degna di lei, degna del suo cuore e della sua fama. Se il libro, considerato nel suo complesso, potr dare adito alle discussioni melanconiche di qualche critico, che importa? La lagrima di compassione, che la bianca e mite figura della sua eroina strapper ad ogni lettore, sar per lei, signora Cordelia, la pi lusinghiera delle vittorie.
A. Boccardi (LIndipendente).
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Fra tutte le critiche sollevate da questo romanzo di Cordelia ci piace riferire quella di uno scrittore di scuola affatto diversa, di un vero intransigente nelle teorie di realismo.
Il pseudonimo di questa instancabile scrittrice evoca alla memoria una collana di fiabe pel mondo piccino, di racconti per ladolescenza, di pubblicazioni al lattemiele per le signorine e le mammine della borghesia. Per la gloria ha la larghezza di disegno e lo sviluppo di un romanzo, che pu esser letto anche dalle persone esperte della vita. Senza dubbio il nuovo lavoro di Cordelia supera di molto quelli fra i suoi libri che noi conosciamo, tanto per la scelta del soggetto, non pi ingenuo e ristretto, quanto pel modo di trattarlo. Questa volta la signora Cordelia non si rivolge unicamente alle testoline bionde della fanciullezza ed alle damine, che posano a far dellazzurro.
Osa riprodurre qualche lato drammatico della lotta per lesistenza; non ci presenta delle figurine di Svres, ma delle persone che tentano avvicinarsi un po alla realt. Ai lettori di Verga e Capuana, della Desinenza in A e della Fidelia, di certo non basta il progresso segnato dallautrice di Per la gloria, ma sta il fatto che questo progresso  innegabile.
Testualmente cos si esprime un ammiratore non abbastanza disinteressato del nuovo lavoro di Cordelia:
 un romanzo interessantissimo per il largo intreccio, per i numerosi episodi, per la vita moderna e italiana colta sul vivo. Una vera creazione  lamore di una sordomuta, che forma la base della prima parte del racconto. La vita di una citt di bagni  dipinta mirabilmente. Altre scene caratteristiche sono: un suicidio colla morfina, una prima rappresentazione a teatro, lapologia dun autore fischiato quando  creduto morto. In questo romanzo, ch il migliore lavoro di Cordelia, spicca pi che mai, come nota personale, una toccante interpretazione delle allegrezze, delle passioni e dei dolori dei buoni e dei semplici di cuore, un ottimismo che non dissimula il male, ma ne rende la cognizione poco aspra. Questamabile qualit si svolge qui con vibrazione drammatica, con effetti appassionati di scena e con potenza di caratteri.
Avvi dellesagerazione in questo lusso di elogi. Per, dato il temperamento artistico di Cordelia, data lindole quietista della sua clientela letteraria, data la ingenuit voluta daltri suoi scritti, Per la gloria rappresenta un passo avanti. Alle tenere lettrici faranno palpitare il cuore lamore incompreso ed il suicidio della muta sentimentale Camilla, limpazzimento della povera cameriera Lina per quel brutto mobile del Pinella, le delusioni letterarie e la virile trasformazione del fischiato commediografo Giorgio in un ardito esploratore africano.
F. Cameroni (Sole).
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ALLA VENTURA.
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Quella simpatica scrittrice che si nasconde sotto il nome gentile di Cordelia, dopo aver fatte nobilmente le sue prime armi con alcuni notevoli romanzi, si  volta da qualche tempo a comporre libri di amena lettura per i bambini; e in questo genere, che fiorisce riccamente altrove e fra noi  appena sbocciato, ha gi lasciato durevoli segni col Mondo piccino e con il Regno delle fate. Ora continua il cammino intrapreso, e con questo racconto fantastico di sei fanciulli che si danno alla ventura e riescono a diversi fini d un altro esempio lodevole di una forma mista, nella quale il fine utile dellammaestramento  raggiunto col mezzo dellinvenzione dilettevole e dellesposizione piacevole. A leggere di questi libri i nostri bambini pur troppo non sono avvezzi, che una falsa idea della seriet degli studi trae molti genitori e maestri a far passare i loro ragazzi dal sillabario ai libri gravi di scienza e di storia: le conoscenze infantili sono assai limitate, la pratica della vita  nulla nella prima et; e perci bisogna allargare quelle conoscenze, aiutare la formazione di quella pratica con libri che dilettando suscitino insieme lamore della lettura, non affogare le tenere menti nellerudizione. A raggiungere questo intento si sforzeranno invano gli educatori fino a tanto che manchino i libri convenienti al fine, che devono essere come altrettanti passi verso la meta; ed  per questa ragione che noi vediamo con compiacenza larricchirsi quotidiano della letteratura per linfanzia, e lestendersi rapido dellamore per questo genere di libri, nel coltivare il quale letterati come il De Amicis o scienziati come il Mantegazza tendono la mano a donne gentili come Cordelia.
Il racconto Alla ventura dice le vicende immaginarie di sei ragazzi, figliuoli a Bartolo e Nina Vincenzi e battezzati secondo lordine del loro nascimento coi nomi di Primo, Secondo, Terzo, Quarto, Quinto e Sesta; i quali furono lasciati liberi dai genitori di cercar fortuna pel mondo, dopo che uninondazione ebbe tolto la loro casetta e i campi. Primo, innamorato della gloria, tenta tutte le vie per raggiungerla, ma inutilmente. Secondo si abbandona ai piaceri e dopo molte avventure finisce in un carcere. Terzo si d alle scoperte scientifiche e fa cos grandi scoperte da passare per un mago miracoloso. Quarto coltiva la passione chebbe fino da piccino, quella del denaro, finisce spirando sopra i suoi cumuli doro. Quinto va in cerca della felicit e dopo inutili tentativi per raggiungerla nelle corti la trova nella esistenza tranquilla dei campi e della vita domestica. Sesta finalmente facendo la fioraia scende via via dallamore dun principe a quello di un soldato e finisce sposando un contadino. Tutti questi figliuoli non dimenticano i genitori, e la notizia della morte della madre li raccoglie nuovamente nel tetto paterno. Linvenzione, come si pu vedere da questo magro compendio, non  gran cosa, e forse si pu censurare come monotona ed uniforme; ma  tanta la variet dei particolari, il brio e la vivacit dei dialoghi e delle descrizioni, la festivit spontanea del linguaggio, che quel difetto di concepimento scompare innanzi ai molti pregi del fantastico racconto. E i babbi e le mamme, leggendolo, troveranno, come noi, che non si potrebbe desiderare libro pi opportuno per darsi a leggere ai fanciulli; agli occhi dei quali il volume ha un altro allettamento, nelle belle incisioni onde un egregio artista ne ha adornate le pagine.
(Nuova Antologia).
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FORZA IRRESISTIBILE.
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Matilde Serao ne scrive cos nel Corriere di Napoli:
Forza irresistibile,  il titolo dun nuovo romanzo di Cordelia, la fine scrittrice lombarda, che  ritornata alle lettere con pi ardore di prima e che i nostri lettori ammirano tanto nel nostro romanzo di appendice: Il mio delitto. Il volume pur ora uscito narra la bizzarra e passionale isteria di un medico italiano e di una signorina russa malata, che si amano follemente e sono felici per un solo istante, come tutti i veri amanti; e il lettore sinteressa vivacemente di questa storia commovente, narrata con tanta grazia e con tanta finezza. Cordelia  Virginia Treves   una scrittrice che si vien sempre pi ammaestrando squisitamente nellarte letteraria, e ogni suo volume segna un libero volo, in su, fra il puro aere dove si crede soltanto allarte e alla passione.
Forza irresistibile  un buon libro per signore, da leggersi accanto al caminetto acceso, ora che  gi acceso il caminetto;  un libro che conforta, perch lamore vi  proprio considerato come una forza irresistibile  quale .
Ecco il giudizio della Perseveranza, ch il pi severo e insieme il pi autorevole dei giornali italiani:
Forza irresistibile segna un nuovo punto nella operosit letteraria della gentile scrittrice ben nota, che si cela sotto lo pseudonimo shakespeariano di Cordelia.
Chi sera deliziato col Regno della donna,  il libro grazioso col quale Cordelia ha esordito nella letteratura amena ed educativa,  chi ha letto gli altri volumi di lei, coi quali narra fiabe meravigliose ai bambini o ritorna sulla pittura della vita domestica, non simmaginer, forse, che sabbandoni ora al romanzo dalle cocenti passioni, dalle forti tinte.
Eppure, Forza irresistibile appartiene a questultimo genere, a trattare il quale occorrono pi qualit che non si creda: facilit dimmaginativa, vivacit di dialogo, rapidit di narrazione, efficacia deffetti.
Gi il precedente romanzo di Cordelia, Per la gloria, arieggiava a questo genere; ma lautrice gentile non vi aveva ancora rivolta la mente come in questo.
Largomento  moderno. Lazione si svolge a Nizza, sul Lago Maggiore, nella Svizzera e a Napoli. I personaggi principali sono una russa bellissima, un medico italiano e un principe nichilista. Tutti e tre amano; ma niuno dei tre riesce a essere felice nel suo amore. La figlia delle nevi moscovite arde dun fuoco vulcanico per chi colla forza della scienza tenta di strapparla alla consunzione e alla morte; e intanto la madre di lei crede che unaltra forza, la forza dellipnotizzatore, e non altra, abbia potuto accenderla di un affetto cos veemente.
Gli amori dei medici ispirarono gi qualche romanziere doltrAlpe; ma qui non si tratta di ripetizione. Linteresse  destato sin dalle prime pagine, e saccresce quando allamore saccompagna la gelosia, e questa si tira dietro la vendetta. Nelle ultime scene del libro, si capisce che solo la mente, resa cieca dalla passione, pu generare i fatti che si narrano.
Il racconto  chiaro e rapido; e una penna che par di fuoco ha tracciato le pagine pi vivaci.
Ci sia lecito, per altro, muovere qualche appunto. Com mai possibile che un Principe russo si lasci insultare impunemente da un medico italiano, come si legge nelle prime curiose pagine del racconto? E quando mai un medico compie sulla propria moglie operazioni chirurgiche, dalle quali dipende la vita di lei?...1
Desidereremmo anche una lingua pi accurata e pi ricca. Ma a ci poco si bada in lavori nei quali il tumulto drammatico signoreggia, come appunto in questo.
Ci congratuliamo, intanto, collegregia scrittrice, per la nuova prova che ci d del nuovo versatile e fecondo ingegno, certo simpatico e caro a un bel numero di lettori.
Dalla Revue bleue di Parigi:
Ce roman est d  une femme de lettres; la fantaisie et le sentiment sy donnent libre carrire; il est bien crit, dans un style sobre et lgant. La thse quil soutient nest pas nouvelle, mais les ides italiennes, essentiellement italiennes, sur lesquelles elle sappuie, la rendent originale. Un franais naurait pas pu crire ce livre-l. Il est donc doublement intressant et comme tude littraire et comme tude de caractre.
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ALLA VENTURA. - FORZA IRRESISTIBILE.
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Nel Capitan Fracassa, la Contessa Lara, finisce cos la sua brillante rivista letteraria:
E ora, pour la bonne bouche, parliamo de libri di Cordelia, gentildonna e romanzatrice italiana delle pi fini e simpatiche.
Leggendo il suo volume, Alla ventura, uscito non ha guari alla luce, io mi sono domandata sesso era scritto per gli adolescenti o per "i grandi tanta  la freschezza e la fantasia, tanto  lacume e la filosofia, che le sue pagine contengono.
Alla ventura  la storia di sei ragazzi i quali abbandonati a s stessi cercano una via nel mondo ciascuno a sua guisa e a seconda delle proprie inclinazioni. Chi di loro sinvaghisce della gloria, chi del piacere, chi della scienza, chi dellarte, chi delloro, chi dellambizione; e per tutti ci sono ammaestramenti negli inevitabili disinganni che incontrano; da che la felicit migliore  lo prova con commovente maestria la squisita autrice   quella di sapersi contentare di poco, quando questo poco  accompagnato dallamore.
Rare strenne saranno utili e piacevoli e perci gradite ai ragazzi come questo bel libro anche splendidamente illustrato.
Ai "grandi invece, particolarmente alle signore appassionate, piacer il romanzo di Cordelia intitolato Forza irresistibile.  una storia damore, semplice, rapida, toccante.
Nadia Demidoff, una signorina russa malandata in salute e promessa sposa a un principe del suo paese, sinnamora in Italia del medico giovine che lha curata e salvata, il Corradi. Dopo molte peripezie e un patetico dramma damore, la Nadia, contro la crudele volont della madre, Anna, si fa rapire e sposare dal suo dottore; si rifugia in Napoli, incinta, e gode finalmente un po di calma e di felicit.
Ma il principe russo, il quale la perseguita invisibile ovunque, un giorno che dalla strada la sorprende alla finestra le spara addosso un colpo di carabina e la uccide. La disperazione del marito  immensa: a stento si riesce a salvar la bambina dalle viscere della madre, e il Corradi le d il nome di Nadia. La madre della morta torna pentita dal genero e gli chiede per grazia di affidarle leducazione della bambina: il genero perdona e singhiozzando acconsente.
Tale  questo libro della valorosa scrittrice lombarda, la quale se non si ferma troppo allosservazione minuta dei particolari, sa infondere tanto ardore di affetto e di affanno ai suoi libri, tanta intensit di passione immediata ai suoi racconti, che poche lettrici di romanzi in Italia vorranno privarsi dellintellettuale piacere di palpitare e di sognare come la delicata e la nobile Nadia, la gentile eroina di questa narrazione cos calda, cos nervosa, cos veramente moderna.
La importante rivista di Lipsia intitolata die Gesellschaft (La Societ) ne discorre cos nelle lettere che il sig. A. Arndt le manda dallItalia:
Cordelia  una delle pi care scrittrici dItalia. La simpatia  il sentimento che ella desta,  simpatia nel bambini pei quali scrisse fiabe degne dAndersen,  simpatia nelle signore per le quali scrisse Nel Regno della donna ed altri gentili libri nei quali esalta con verace sentimento il culto della famiglia.
Adesso, ella si accaparra un pubblico pi vasto con un romanzo caldo di passione: Forza irresistibile. Si tratta duna inferma che sinnamora perdutamente del proprio medico, essendo fidanzata a un principe russo.  questultimo un nichilista eccentrico, di passioni bollenti, incapace di chinare la testa davanti alla propria sventura. La gelosia scoppia e giganteggia; la vendetta e il delitto gettano unombra nera sulle pagine che paiono scritte da un poeta del mezzogiorno dItalia; mentre lautrice  nativa del dolce Veneto, dove il fiore sanguigno della letteratura tragica spunta ben raramente. In Forza irresistibile, si ammira una fantasia. Non si tratta, per altro, di pura invenzione. La realt ha ispirato lautrice, e ha data la prima spinta al suo volo immaginoso.
Il romanzo comincia tra i profumi acri del mare di Nizza; prosegue fra lazzurro del Lago Maggiore di fronte alle incantevoli Isole Borromee; fra le nevi della Svizzera; e finisce in quella Mergellina che il Leopardi ha cantato con dolore e allombra dei cui aranci dorati sintrecciano e vanno a finire non pochi amori da romanzo.
Quasi per dare un contrapposto a Forza irresistibile, la stessa autrice ha pubblicato insieme un libro pei ragazzi: Alla ventura,  questo con gran lusso e con illustrazioni fantastiche. Si tratta davvero dun racconto fantastico, nel quale, per altro, il serio senso della realt e della vita qual, risalta. Nulla si pu immaginare di pi amabilmente leggero nella condotta del racconto, e nulla di pi moralmente grave nel fondo. Si tratta di cinque ragazzi, i quali, perduta la casa paterna ed ogni fortuna in uninondazione, vanno per il mondo, chi qua e chi l: luno assetato di piaceri, laltro di gloria, e via via. Il comico elemento zampilla non di rado: ma ci che apparisce ridicolo  la debolezza dello spirito,  la vanit di qualche personaggio: la forza del carattere ottiene, invece, il trionfo.
....Anche questa Alla ventura piace molto in Italia; ed auguro che sia tradotto in tedesco, come gi lo furono altri libri di Cordelia.  unopera eccellente per educare i nostri figli.
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IL MIO DELITTO.
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Lautrice di Forza irresistibile si presenta con un altro romanzo eminentemente drammatico. Anche questo, prima di uscire in volume,  stato consacrato da un grande successo dappendice, avendo destato le pi vive emozioni nei lettori e sopratutto nelle lettrici del Corriere di Napoli. Sono le memorie duna signora dellalta societ, che, per ardente amore del proprio marito e per gelosia invincibile duna rivale, commette un delitto, pel quale  condotta alla Corte dassise. Leroina scrive queste memorie dal carcere cellulare di Milano, nella quale citt si svolge tutto un dramma di amori e dintrighi.
Per il genere appassionato cui appartiene, Il mio delitto, fa riscontro a Forza irresistibile, della stessa autrice. Senonch, nel Mio delitto, lo studio della passione  pi attento, pi fino. E altrimenti non poteva essere trattandosi ch una donna colei che narra la propria intima storia; sappiamo come il cuore e lingegno muliebre, arrivi ad osservazioni, cui non giunge talora il psicologo consumato.
Quante povere mogli si trovano pressa poco nel caso stesso della protagonista del Mio delitto! Esse amano, adorano il proprio marito, e nullaltro domandano che fedelt, stima,  nullaltro pretendono, sopratutto, che il loro amor proprio non sia offeso. Non  ridicola la gelosia cocente, che le consuma e sappiamo fino a qual punto le pu condurre. Nel Mio delitto, lattentato pi grave  lo sfogo, diremmo quasi legittimo, duna gelosia, i cui tormenti non hanno numero. Eppure, i giudici, custodi ed esecutori della legge, saltano addosso a chi os armarsi contro una rivale; il carcere sapre ben presto a chi tent un omicidio; ed  da questo carcere che la protagonista del Mio delitto manda la sua voce di dolore, racconta la sua storia di pianto. Lambiente del romanzo  la societ moderna, della quale sono rappresentate le eleganze e le perfidie: il mondo delle signorine da marito e il suo dietroscena  svelato senza malizia, ma con grazia: ai giovanotti sposatori interesser di conoscerlo.
Ci che piace, fra gli altri pregi, anche in questo romanzo,  quella costante semplicit della quale persino i fatti pi drammatici sono vestiti: cos la verosimiglianza  viemmeglio raggiunta.
(Pungolo).
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Cordelia, anzi che intitolare il suo nuovo libro Il mio delitto, avrebbe potuto chiamarlo Il romanzo di una donna onesta. E onesta e commovente  di fatti leroina della narrazione. Come il Pietro Clmenceau di Alessandro Dumas figlio, Ilda Manfredi di San Martino, la protagonista del romanzo di Cordelia, racconta la storia del proprio delitto allavvocato che deve difenderla innanzi alla Corte dassise. In questa narrazione  ritratta con graziosa semplicit la vita duna fanciulla di buona famiglia, in collegio e fuori, durante la sospirosa caccia del marito.
Che leggiadre scene quando finalmente questo marito  trovato, e quanta verit in ogni particolare!
Ma qui, non posso riprodurre il delicato racconto. Mi limito a dare unidea di quel che i musicisti chiamerebbero la stretta.
La contessa Ilda Manfredi dopo aver perduto lamica sua pi cara, che muore dando alla luce un bimbo, perde anche ogni illusione nel marito dellestinta, il barone Ruggeri, un fior di gentiluomo, il quale ha la debolezza di farle la corte, come tutti gli altri; n pi le resta alcuna fede nel proprio marito, che la tradisce con una signora, reputata una santa.
A questa rivale, dopo lunghe sofferenze che lautrice riassume con magistrale osservazione di psicologia femminile, Ilda spara a bruciapelo un colpo di rivoltella.
Questo  il suo delitto. I giurati, quasi presagissero il giudizio delle lettrici, la assolvono.
Cordelia ha gi scritto vari libri di valore; Il mio delitto  forse il pi forte.
(Capitan Fracassa).
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PICCOLI EROI.
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Cominciamo dalla presentazione che ne ha fatto un giornale molto reputato per la severit e coscienziosit dei suoi giudizi, la Perseveranza. Riportiamo integralmente:
Sono ragazzi e ragazzi che sentono e operano fortemente. Chi narra le loro gesta  la diciassettenne signorina Maria Morandi, che, morta la madre, si assume lobbligo di educare i suoi fratellini, perch il babbo ha appena il tempo di pensare al suo impiego.  dunque un libro ameno ed educativo insieme che ci sta dinanzi. La signora Cordelia, che insegn a Maria i fatti che questa partecipa a suoi piccini con un intento morale, insegn bene o male? Per non rispondere a casaccio, e non sentenziare senza la necessaria competenza, chi scrive si rivolse per un consiglio a una mamma; una di quelle mamme per le quali leducazione dei figli non  un passatempo, ma una missione. E si sent rispondere:
 Grazie del piacere che mha procurato dandomi a leggere le bozze di questi cari Piccoli eroi. Se ne vuol dire qualcosa nella Perseveranza, non scarseggi nella lode.  un libriccino veramente educativo, morale e patriottico. Gli eroismi che vi si magnificano sono possibili; le passioni da cui sono mossi e guidati i piccoli protagonisti non sono incompatibili colla loro et; siamo, insomma, nel vero, e perci nellimitabile: condizione essenziale perch il precetto sia efficace. Vuole un parere utile e comodo? Invece di torturarsi il cervello a far della critica, presenti uno de raccontini di Cordelia ai suoi lettori, pap e mammine, e lasci che giudichino da s.
 Benissimo. E quale dovr scegliere?
 Non c bisogno di scelta. Stampi il primo che le si affaccia aprendo il libro.
E ci si affacci Leroe dellofficina.
E dopo riprodotto questo racconto, lautorevole giornale chiude cos spiritosamente il suo articolo:
Se abbiamo potuto riprodurre questo raccontino un giorno prima che il libro esca, si deve alla cortesia degli editori. Si sa cos, in questi casi, la cortesia; la risultante dun vivo amore per le buone lettere seriamente combinato col desiderio, ancora pi vivo, dun po di rclame. Ma la rclame ai Piccoli eroi si pu fare, come noi la facciamo, collanimo tranquillo, perch qui la lode non cozza collossequio alla verit.
Il brillante scrittore fiorentino, che  cos noto nel mondo letterario sotto il nome di Jarro, ha voluto dedicare a questo libro una delle rassegne chegli scrive ogni luned nella Nazione parlando con tanta dottrina e brio di teatri, darte e di libri. Ecco uno squarcio della sua appendice:
Si cerca spesso, indarno, ne lavori scritti pel teatro, la naturalezza, la vivacit, la variet, la schietta semplicit del dramma e della commedia: vi si cerca indarno, di frequente, la fantasia, che avvalora un soggetto, lo distribuisce per modo che sia da tutti compreso, con chiarezza, e, a tutti riuscito evidente, abbia allettative durevoli.... Indarno si cercano, sovente, i caratteri, le macchiette, e, nel dialogo, il linguaggio appropriato a personaggi, alla indole loro, alla loro et, alla lor condizione, il linguaggio che richiedono le situazioni.... Noi domandiamo, per lo pi, invano, a lavori che si scrivono pel teatro la giustezza del sentimento, le proporzioni nella struttura del lavoro, la sobria e savia temperanza della passione e della comicit, del violento e dellaggraziato, del poetico e del reale.
Tali qualit, s preziose, e che assicurano la durevolezza di unopera letteraria, io le ho riscontrate in un libro, test dettato da una scrittrice gi nota, in Italia e fuori, col pseudonimo di Cordelia. Questa signora, coltissima, senza ombra di pedanteria, anzi con la pi squisita impronta deleganza, ha scritto un libro intitolato: Piccoli eroi.
Essa lo ho indirizzato, specialmente, a fanciulli.
Ma chi non vorr leggerlo? Non v classe di lettori, in Italia, cui non sien gi familiari i libri di Cordelia: essa ha rare doti, e tutte in modo delicato e peregrino: ha la fantasia alata, losservazione tranquilla, la commozione e lepigramma: sa tutto dire con grazia, con soavit femminile: ha rara profondit di concetti, e ormai tra noi insolito vigore di folgorante immaginativa.
I suoi romanzi Per la gloria, Catene, Il mio delitto, sfolgoranti di gioielli di stile e dinvenzione; molti suoi libri educativi, hanno reso Cordelia intima amica di migliaia di giovinetti e di giovinette.
Lamabile scrittrice ha cos conquistato in Italia ogni specie di pubblico; salvo il pubblico rozzo, avido di letture malsane, che nulla comprende a tenui incanti dello stile, alle ricerche del vero; inetto ad amare la serenit del pensiero e la vaghezza dellespressione; dintelletto, dir cos, impermeabile a tutto ci ch raffinato, studiato, eletto: e che solo si appaga di soggetti lotulenti e grossolani...
Il suo nuovo libro Piccoli eroi,  libro educativo per eccellenza: appartiene un po al romanzo: il dramma e la commedia vi avrebbero molto da ripetere: tanto certi dialoghi sono stringenti; e tanto racchiudon dazione in breve giro di parole; tanto servono a esplicare certi caratteri.
I capitoli, sfrondati dogni ridondanza, dogni ornamento soverchio, si direbbero un seguito di scene, che rivelano nellautrice il segreto di una fattura magistrale.
Anche lidea, che ispira tutte queste pagine leggiadrissime, potrebbe esser lidea madre dun dramma, o duna commedia.
 stato detto pi volte che troppo si abusa, nel educazione de fanciulli, di esempi tolti dalle vite di eroi. Non tutti gli uomini possono aver occasione di dirigere un esercito, di comandar una battaglia, di metter la mano fra i carboni ardenti dinanzi a un tiranno; non tutte le donne, felicemente avranno loccasione di tagliar la testa a un uomo, come lebbe Giuditta, di svellersi la lingua co denti, e gettarla in faccia ad un despota. E certo il togliersi la lingua devessere per una donna il sublime degli eroismi.
Ma ci sono virt, a cos dire, di tutti i giorni, ch duopo al pi umile, come al pi ragguardevole fra i mortali desercitare quasi a ogni istante: ogni uomo ha mille occasioni, nella sua vita, di diventare un eroe, vincendo le pi forti passioni, con la virt del dovere; abituandosi al lavoro, alla parsimonia; eccellendo in questa o in quella disciplina.  un eroe il giovane che, mentre tutte le ridenti allettative della vita lo chiamano a s, e prendono i pi irresistibili aspetti, gli accenti pi ineffabili, segue una regola rigidissima; anela alla grandezza intellettuale e morale.
 eroe luomo, che pratica la divina virt del sacrificio, che rinunzia a molti beni, per esser utile ad altri;  un eroe luomo che assiste un malato, esponendosi a tutti i rischi del contagio; luomo che soccorre un vecchio, e raccoglie, educa un fanciullo abbandonato, sebben ci gli costi privazioni, che sopporta senza lamenti, in omaggio alla vera legge di natura, che  legge damore.... Lesercizio della virt, di nobilissimi atti, del sacrificio, pu fare ogni giorno di mille fanciulli tanti piccoli eroi.
Ecco lidea, piena di tenerezza, lidea s fecondamente educatrice, che ispira tutto il libro di Cordelia.
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Tutto  da lodare in s prezioso volume.
Mentre lo stile  terso, s puro e schietto, che, preso al candore di certe frasi, di certi periodi, diresti di leggere un trecentista toscano, e ci, specialmente, ne migliori punti, ove accade allautrice descrivere piccoli fatti, che sono i pi difficili a descrivere, vi  nel libro un vivo sentimento di modernit. Lautrice, si vede, mira a sgombrar la lettura educativa da tutta quella farragine di esagerazioni, di intemperanze, che, essendo fuori del vero, della vita pratica, non posson giovare a formar lanimo de giovinetti. Ella, che ha tanta e s sorridente fantasia, ha voluto sottoporla al vero. Nei Piccoli eroi abbiamo la storia duna modesta famiglia: storia scritta con singolar avvedimento di chi sa cogliere nel vero i tratti, che larte ricerca: scritta con finezze psicologiche. Cos, per Cordelia, anche larte educativa dee avere il suo realismo; ed  dimostrato che il realismo, cio lo scrupoloso studio del vero, non ha bisogno di dipartirsi dalle buone creanze.
Come tutti gli altri libri di Cordelia, questo libro sar molto letto e, presto, molto diffuso. Ed  opportuno si divulghino pagine pensate e scritte in tal modo,  opportuno, fra tante pubblicazioni esiziali al cuore umano, poich lo spogliano dogni affetto e lo rendono gelido, fra tante pubblicazioni, che sembrano indirizzate a scatenare le passioni pi brutali, vi siano libri come questo.... Una savia, ispirata scrittrice ci mostra col suo dito candido lazzurro del cielo, cinvita alla fede, alla speranza, ci risveglia un palpito di poesia e cinsegna, non ad imprecare, ad abbatterci, ma a trovar la forza nella virt di benedire e amare la vita.
Jarro.
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Il Secolo Diciannovesimo di Genova, che suole scegliere fra i libri pi attraenti del giorno i suoi Racconti domenicali, ha messo la mano su questo volume appena uscito. E il suo estratto ha fatto precedere da queste parole:
Il racconto che oggi pubblichiamo  una vera primizia letteraria, dovuta alla penna di quella nota e ben accetta scrittrice italiana ch la Cordelia.
LEroe della montagna fa parte dun bel volume che legregia scrittrice dedica ai ragazzi italiani. Il volume di 280 pagine, porter il bel titolo di Piccoli eroi e conterr trentun capitoli sul genere di questo che oggi noi pubblichiamo.
Il fare semplice, spigliato, bonario, adottato in questo suo libro dalla egregia Cordelia, ricorda quello usato dal De Amicis nel Cuore.  quanto dire che i Piccoli eroi meritano dessere posti fra mani ai nostri figli a cui tali libri non possono che educare il cuore ad apprezzare quanto  di bello e buono nella vita.
LItalia di Milano ha riportato in appendice il capitolo intitolato: Sciopero allo stabilimento Guerini; e annota:
Questa che pubblichiamo  una primizia: un racconto che, assieme a molti altri, Cordelia, la valente scrittrice, offrir tra pochi giorni al pubblico nel suo nuovo libro: Piccoli eroi. Sar un libro per i ragazzi, e ragazzi ne sono i protagonisti. Cordelia, lo sanno le mammine, sa parlare al cuore e alla mente dei fanciulli, e questo racconto dimostra che ella sa mettere innanzi a quelle giovani intelligenze anche le pi ardue questioni della nostra vita moderna.
Togliamo dallIndipendente di Trieste questo articolo di uno dei pi simpatici romanzieri italiani, Alberto Boccardi:
Autrice del libro  Cordelia, la gentile signora Virginia Tedeschi-Treves, cio una delle pi valenti e stimate scrittrici, che conti oggi lItalia. Dotata di uno stile vibrato e di uno spirito di osservazione assai acuto, ella ne diede bella prova in vari romanzi che ebbero rapida e meritata diffusione: Catene, Per la gloria, Forza irresistibile. Ma il campo in cui ancor pi notevolmente emersero le sue qualit distinte di scrittrice fu quello della letteratura educativa, specialmente destinata ai ragazzi, che ricchissima per produzione e per valore in Germania e in Inghilterra, ebbe fin qui in Italia cos scarsi ed infelici cultori. Nei racconti Il castello di Barbanera, I nipoti di Barbabianca e Alla ventura, Cordelia di tre splendidi saggi della sua valentia in questo difficilissimo genere. Bandita da questi libri con attenta cura quella retorica convenzionale, onde traggono tanta pesantezza molti componimenti di tal natura. Cordelia, pur tendendo ad avvincere le giovani menti colla variet immaginosa de casi narrati, mir costantemente a raggiungere in pari tempo qualche elevato intento morale, che fosse in piena armonia con le esigenze de sistemi educativi moderni.
Il libro che oggi Cordelia ci offre  un degno riscontro a precedenti suoi e forse in esso trovano estrinsecazione ancor pi limpida e precisa le doti alle quali questa scrittrice deve per tanta parte la sua popolarit.
....Lautrice, in una serie di racconti, fedeli alla verit della vita, epper molto spesso improntati di tristezza, narra le istorie di molti piccoli eroi: drammi rapidi e commoventi, romanzi avventurosi e interessanti, ne quali campeggia sempre qualche bella e virtuosa figura di giovanetto e vibrano fortissimi i sentimenti del dovere, dellonore, della patria. I racconti La figlia del cantoniere, Tom e Frida, Carmela, Leroe dellofficina, sono pieni di vivezza, di evidenza, di passione.
Cordelia, in questo libro, dove alle narrazioni sono interpolati con molta abilit numerosi consigli pratici di vita domestica, di igiene e di morale, raggiunge con molta semplicit di mezzi il duplice scopo di ammaestrare e di commuovere. E questa semplicit parmi il merito forse precipuo di questo volume. Nulla mai in esso di artificioso, nulla di forzato, non il pi lieve abuso di quelle sentimentalit lagrimose che gli scrittori di novelle educative troppo spesso cercano per amor delleffetto.
Piccoli eroi entreranno, salutati con grande simpatia, nelle famiglie italiane. E la valorosa Cordelia ne avr lusinghiero aumento al suo bel nome di scrittrice.
Alberto Boccardi.
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La Tribuna di Roma chiude una serie di articoli sullo stato delle scuole della capitale con questo cenno:
A PROPOSITO DI RAGAZZI.
Non potrei finir meglio oggi queste informazioni riguardanti i miglioramenti dello nostre scuole e leducazione dei nostri ragazzi, che raccomandando caldamente allo famiglie un nuovo libro di quella nota e simpatica scrittrice che si nasconde sotto il nome di Cordelia.
Questo libro, Piccoli eroi, dedicato ai ragazzi dai nove ai quattordici anni,  la storia di alcuni fanciulli che passano i mesi dautunno in campagna assieme alla sorella maggiore, la quale insegna loro la scienza della vita e coglie loccasione degli avvenimenti che succedono tutti i giorni per dar loro saggi consigli ed utili ammaestramenti.
Le allegre scampagnate, le visite agli stabilimenti industriali, i divertimenti allaria aperta, vengono alternati colla lettura di racconti, nei quali si narra la storia di eroismi ignorati, di sacrifici sconosciuti.
 una lettura semplice, commoventissima, che far un gran bene ai fanciulli e insegner loro a essere affettuosi, onesti e coraggiosi. Tutti i genitori dovrebbero regalare il nuovo libro di Cordelia ai loro giovani figli: stampando queste parole io so di fare, non gi una rclame letteraria, ma unopera buona.
Il signor G. Depanis nella Gazzetta Letteraria:
 un libro compilato con molto scrupolo e con molta conoscenza del pubblico piccino a cui si indirizza. Cordelia sa tenersi lontana dalla saccenteria e dal manierismo, sia pedagogico, sia sentimentale. In Casa altrui aveva narrata la storia semplice e commovente dun ragazzo povero accolto in una casa di ricchi; in Piccoli eroi narra gli episodi di un mese di villeggiatura, di una modesta famiglia borghese. Lambiente  scelto bene e riprodotto con garbo; e la Cordelia possiede in sommo grado larte dinteressarci alle piccole cose e di adombrare luomo futuro attraverso al ragazzo. I suoi fanciulli sono vivi e veri ed hanno ciascuno una fisonomia propria; chiuso il libro, la famiglia Morandi rimane impressa nella memoria, ed il lettore pensa alla nobile e generosa Maria ed a quello sbarazzino di Mario, caricaturista in sedicesimo, come se li avesse davvero conosciuti.
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Dal Fanfulla della Domenica:
Una serie di racconti che Maria Morandi, una ragazza la quale, a diciassette anni, per la morte della madre, si trova a dover assumere la cura della casa e di cinque fratellini, sono largomento che dnno il titolo al nuovo libro di Cordelia.
In ciascuno di questi racconti  messa in evidenza la virt di qualche "piccolo eroe,,; e La figlia del cantoniere, Il procaccia, Tom e Frida, fra gli altri, non possono non interessare vivamente il lettore che abbia pure oltrepassato da un pezzo la felice et della spensieratezza, tanto in essi  viva e commovente la descrizione dei casi avvenuti ai piccoli eroi protagonisti.
E ci che rende ancor pi attraente questo libro  che i racconti non vi si trovano isolati luno dallaltro, ma intrecciati e collegati con molti altri episodi di una villeggiatura di due mesi in un ameno villaggio situato a pi di una collina. Una passeggiata a un santuario sulla cima del colle, serate in famiglia, una fiera col relativo ciarlatano venditore di polvere mirifica, una festa campestre, la visita ad un grande cotonificio, perfino uno sciopero che dura molti giorni, formano coi racconti un tutto omogeneo che d al libro lattrattiva di un vero e buon romanzo.
E quando si aggiunge che il libro  scritto con lo stile piano, sempre corretto ed elegante di Cordelia, lautrice gi cos favorevolmente nota in Italia per altri pregevoli lavori educativi, e che fine di esso  formare il carattere dei ragazzi e di stimolarli allemulazione delle opere grandi e buone riesco facile la profezia che il nuovo libro di Cordelia sar bene accolto dal pubblico. Lo merita, e glielo auguriamo.
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DallOpinione:
Pur troppo la letteratura infantile si considerava anche in tempi a noi vicini se non con disprezzo, almeno con certo disdegno, proveniente forse da poco felici modelli, che di tali libri si avevano fino a pochi anni fa. Ma modificatisi e ammodernatisi anche i criterii educativi, s cominciato ora a riconoscere limportanza che ha e deve avere anche il libro dei ragazzi, e ci  caro vedere scrittori di vaglia porsi a scriverlo con nobile amore.
Ecco qui, fra gli altri, questo volume di Cordelia, che non solo diverte e, come vuole lautrice, fa del bene ai piccoli, ma piace anche ai grandi:  un volume a cui lesser fatto per i bambini non toglie la seriet del contenuto e degli intendimenti. Da esso  infatti bandita quella sentimentalit esagerata, quel soverchio sciupio deroiche virt, che cos spesso si riscontra in altre opere del genere. Gli eroismi dei piccoli personaggi di Cordelia, non sono quelli dei soliti fanciulli-prodigio, che non riescono a farsi creder veri neanche da lettori di dieci anni, e tutto il libro non  che la storia semplice dalcuni fanciulli, che passano i mesi dautunno in campagna.
Maria, la loro sorella maggiore  la protagonista del libro  mentre il pap, rimasto vedovo, attende ai bisogni materiali della famiglia  fa da mammina a quei ragazzi e colle virt modeste, di cui d prova in quellufficio, sovrasta a tutti gli altri personaggi, riempie di s tutto il libro e costituisce, credo, la principal ragione che lo rende caro anche agli adulti.
Dalle allegre scampagnate, dalle visite agli stabilimenti, dai divertimenti allaria aperta la buona fanciulla trae occasione a correggere, ad ammaestrare, a consigliare, ed insegnare, insomma, a quei piccini la scienza della vita.
Alla storia di quella modesta famiglia trovansi intrecciati senza artificio alcuni racconti colla cui lettura la Maria intrattiene sovente alla sera i suoi ragazzi.
Il libro, insomma, scritto con garbo e con naturalezza, merita tutta la simpatia delle mamme e dei babbi.
A. Gabrielli.
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La briosa Contessa Lara, nel Capitan Fracassa:
Cordelia, la gentildonna milanese che col nome della pietosa figliuola di re Lear, firma ogni tanto un libro che va subito a ruba, sia esso scritto per i grandi o per i fanciulli, ha ora pubblicato un volume destinato, come gli altri, a un vero e proprio successo. Il bel libro ha un titolo assai attraente: Piccoli eroi, ed  dedicato ai ragazzi.
Avviene per di questa opera per linfanzia, come di tutte quelle dello stesso genere ben pensate e bene scritte, che dalla prima allultima pagina essa  letta con vivo interesse anche da noi, cos detti grandi. Quanto a me, dico il vero, ho passato due sere leggendo avidamente Piccoli eroi, e non sono pi una bambina, pur troppo! Ma mi  parso di trovarmi anchio in campagna con la famiglia Morandi nel villaggio dove ha luogo la fiera e dascoltar insieme a don Vincenzo e al professor Damiati la lettura del manoscritto di Maria. In quel manoscritto sono semplicemente ed efficacemente raccontati dei sublimi, squisiti eroismi dovuti ad oscuri fanciulli, eroismi che commuovono e insuperbiscono il cuore umano; dir anzi di pi, che riconciliano con gli uomini gi grandi, se quelli piccini sanno far tanto e tanto insegnare.
Diano, dunque, le signore gentili che mi leggono e mi fanno lonore di ascoltarmi, il nuovo libro di Cordelia ai loro fanciulli; essi non potranno che impararvi cose belle e nobili, cose che forse ricorderanno anche lungo la vita, quando questa esige il coraggio, abnegazione, il sacrificio, in una parola laltruismo. E mi ringrazieranno le buone mammine, credano.
Lautorevole Biblioteca delle Scuole Italiane, rivista diretta dal prof. Finzi, reca questo giudizio:
Questo  un libro educativo nel pi nobile significato della parola. La pesantezza pedagogica, la prosopopea didascalica hanno empiuta di tanto insoffribile vanit la letteratura educativa, che il solo accenno che un libro e un giornale  scritto per la giovent fa accapponare la pelle. Per fortuna anche i deserti hanno le oasi e la Biblioteca per non sprecar tempo a descrivere le miserie del deserto si tien contenta di soffermarsi alle oasi, e recentemente ha recato un capitoletto per saggio di questaureo volumetto di Cordelia, ch veramente del bel numero una delle scrittrici che sappiano congiungere la genialit allintento educativo. E noi consigliamo maestri e genitori a leggere e far leggere questo libretto atto ad instillare nobili sentimenti e propositi negli animi teneri, e scritto con semplicit, naturalezza e verit di circostanze, di caratteri, di scene. Insomma questo  nel suo genere un libro come se ne sono scritti pochi in questi ultimi anni, n dopo il Cuore del De Amicis ne conosco un altro che possa stargli dappresso.
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E per ultimo riuniamo larticolo di un egregio critico, E. Torelli-Viollier, pubblicato nel popolarissimo Corriere della Sera:
Non mi accade mai di prendere in mano un libro pe ragazzi senza sentire un fremito di piacere. Mi pare che sapra dentro di me un cassetto dimenticato dellanima, da cui vengono fuori vecchi profumi, dolci e lontani ricordi, emozioni estinte che per un momento tornano a vibrare. Dopo i libri letti dai sette ai dodici anni, ne ho letti molti altri, i capilavori dei romanzieri e dei poeti, ma quei primi brividi dellimmaginazione eccitata non li ho provati pi.
Les Contes des Fes,  ho imparato a leggere in francese prima che in italiano,  mintrodussero la prima volta nel mondo immaginario, e Berrettina rossa ed il suo lupo furono i primi amici. Compiangevo la povera Berrettina, ma provavo una simpatia segreta anche per quel lupo di spirito, che aveva inventato una cos ingegnosa commedia per far colazione, mentre avrebbe potuto divorar Berrettina senza cerimonie n discorsi. Cresciuto, ho imparato che il mondo perdona molto a coloro che lo divertono, e si rassegna anche ad essere mangiato, purch lo si faccia con grazia.
Anche il Don Chisciotte, abbreviato da monsieur de Florian, fu uno dei miei amori, e leroe della Mancia mi faceva molta invidia.  vero chegli non incontrava i nani, le fate, i maghi che sognava, ma rozzi pastori, e ladri di strada che lo bastonavano; ma insomma, andava errando pel mondo, vedeva tante cose ed aveva tante avventure, bench forse troppe condite di botte: e veramente, che importa che il mondo dei poemi di cavalleria fosse soltanto un sogno della sua mente, se lo credeva vivo e vero? Tutte le cose che fanno gola in questo mondo, nella loro realt obbiettiva sono meno che niente, se la nostra immaginazione non le abbellisce, se non le illumina e le colora, e beati coloro a cui limmaginazione fa cos i pi grossi e pi risibili inganni, e mai non se ne accorgono....
Ora io mi domando: che giudizio avrei dato, a dieci anni, sul libro Piccoli eroi?  evidente che il giudizio del fanciullo, in questo caso, ha maggior valore di quello delluomo fatto.
Lautrice ha immaginato che un vedovo vada a passar lestate in campagna con la famiglia. Ha parecchi figli piccoli, e fa da mamma la figlia primogenita, Maria. Maria  una ragazza piena di buon senso, che da casi della vita dogni giorno trae ogni sorta di lezioni per istruire e migliorare i fratelli e le sorelle; e per divertirli scrive dei racconti, i cui protagonisti sono piccoli eroi, ragazzi cio che, in circostanze difficili, danno prove di coraggio, di perspicacia, di pazienza, di generosit superiori alla loro et, si rendono utili, si fanno amare ed ammirare.
Questi racconti mi sarebbero piaciuti moltissimo. Luomo, fin dal primo aprirsi della sua intelligenza, saccorge che il mondo  meschino e noioso, e subito ne sogna uno grandioso e divertente.  per questo che le fiabe piacciono tanto ai bambini:  per questo che amano i racconti, come dice Victor Hugo,
O lon voit des gants trs btes
Battus par des nains pleins desprit.
In fondo sanno bene che lOrco non esiste, ma si divertono a sognare che ci sia e che anchessi saprebbero, come Buchettino, a forza dingegno e di audacia, spogliarlo e canzonarlo.
In questi racconti di Cordelia non c lOrco classico; ma i piccoli eroi vi si trovano alle prese con difficolt e pericoli dogni sorta, e se ne cavano con fortuna ed onore. Pierina, la figlia del cantoniere, salva un treno da una frana in una spaventosa notte duragano; Antonio, il piccolo contadino, impara a fare il procaccia su per la montagna, e riesce a mantenere la madre ammalata; Tom, il ragazzo saltimbanco, scappa con la piccola sua compagna Frida, salvandola dai suoi tormentatori, e va con lei errando pel mondo; Pinella, il tipografo apprendista, salva la vita del suo amico Gigi, che sera impigliato in una macchina da stampare e mette la pace fra due famiglie nemiche; e cos via. Questi racconti mi avrebbero fatto felice, perch mi piacevano gli atti di generosit, di ardire, di abnegazione, mi piaceva la vittoria del debole e del piccolo sul forte e sul massiccio. E li avrei gustati perch lo stile ne  semplice e netto, la narrazione procede animata ed evidente, senza lunghi periodi n abbellimenti rettorici. Tutto  chiaro; non vi sono parole difficili: questo  santAntonio, questo il suo compagno, e non c possibilit di sbagliare.  il vero stile che ci vuole pe i ragazzi...
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FINE.